Enna si è stretta attorno alla famiglia scialfa nel giorno dei funerali di Vanessa, la ventenne strangolata dal convivente Francesco Lo Presti. Le esequie sonos tate celebrate al Duomo da Don Franco Greco: “Gesù perdona lui perchè non ha saputo amare, non ha saputo capire ciò che invece lei aveva saputo fare. Fa rabbia – ha detto il sacerdote – per come Vanessa ha conclusa la sua breve vita terrena, una rabbia che deve portarci a riflettere. Siamo stati sconfitti perchè purtroppo la scelta di vita che stiamo facendo non propone il vero, il giusto e allora basta un niente per distruggere tutto. Possiamo considerare Vanessa una martire dell’amore. Lei purtroppo per questo suo amore ha dovuto immolare la sua vita”.
Al termine del funerale, è stata letta una lettera dell’ex fidanzato Alessandro, che aveva avuto una relazione con Vanessa prima che lei andasse a convivere con il suo omicida. La giovane sarebbe stata strangolata dal suo nuovo fidanzato, Francesco Lo Presti, proprio per avere pronunciato il nome del suo ex in un momento di intimità.
“Ho vissuto ogni giorno con la paura che potesse capitare qualcosa, che qualcuno ti potesse portare via da me. Con la mia stupida gelosia forse ti ho perso, ma ti assicuro che l’ho fatto solo per te per proteggerti per non permette a nessuno di farti del male. Mi manchi tanto. Ne abbiamo combinate tante assieme, belle e brutte, abbiamo sorriso e pianto ma pur sempre insieme. Che questo viaggio sia per te una nuova avventura. Sorridi come hai sempre fatto perchè un giorno ci rivedremo. Sei diventata l’angelo di tutti noi, sei entrata nel cuore delle persone che ti vogliono bene, sei l’angelo piu bello”.
Il Comune ha affisso un manifesto che esprime “dolore e sgomento – si legge – per la tragica fine della giovane Vanessa, ultima vittima innocente di quella violenza alle donne che, a volte, si verifica nella preoccupante indifferenza e distrazione dei tanti”. Nel manifesto il sindaco Paolo Garofalo invita ogni donna che subisce violenza a denunciare il reato alle forze dell’ordine per garantire la libertà e l’integrità di ogni cittadino. Invita le scuole a dedicare un giorno di lezione contro la violenza alle donne e promuove una giornata cittadina di studio, insieme alla segreteria nazionale dell’Unione donne italiane, nell’ambito della campagna nazionale “stop al femminicidio”. Infine, propone la realizzazione di un centro di accoglienza e sostegno per donne vittime di violenza”.
L’autopsia conferma che la giovane non aveva assunto droga. Di cocaina, confessando il delitto, aveva parlato l’assassino, Francesco Lo Presti, che aveva raccontato di essere sotto effetto di stupefacenti durante l’omicidio. L’uomo ha confessato di avere ucciso la fidanzata colto da un raptus di follia determinato dal fatto che la vittima, mentre avevano un rapporto sessuale, l’aveva chiamato col nome dell’ex ragazzo. L’autopsia confermerebbe un altro sospetto degli inquirenti e cioè che Vanessa, dopo essere stata strangolata, è stata finita con uno straccio intriso di candeggina, premuto sul viso. Tracce di sostanza caustica sono infatti state trovate nell’esofago e nella trachea della giovane.
Intanto, è stato convalidato stamattina il fermo di Francesco Lo Presti, 34 anni, il giovane è rinchiuso nel carcere di Enna. La Procura ha autorizzato la restituzione della salma alla famiglia e nel pomeriggio verranno celebrati i funerali nel duomo del capoluogo
Le scarpe della donne uccise dal 2008 al 2010 per non dimenticare Vanessa. Trecentosessanta paia di scarpe per “dire no al femminicidio e alla violenza sulle donne”. L’installazione, a cura del centro antiviolenza Sandra Crescimanno di Piazza Armerina (Enna) sarà allestita il prossimo 5 maggio in piazza Vittorio Emanuele. E sempre il 5 maggio, a cura di un gruppo di associazioni cittadine, si terrà una fiaccolata che percorrerà le vie del centro. Intanto, il consiglio comunale, previsto per stasera, in segno di solidarietà per le vittime delle violenze, ha deciso di rinviare la seduta.












