Applauditissima dal folto pubblico di ragazzini delle scuole romane invitati ieri all’Auditorium di via della Conciliazione per un’anteprima aperta alla stampa, ha commosso anche il pm Antonio Ingroia ‘Paolo Borsellino i 57 giorni’, il film tv che stasera in prima serata su Rai1 tornerà a raccontare, con Luca Zingaretti nei panni del giudice palermitano ucciso nel ’92, il dramma delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio.
A fine proiezione il magistrato, che era seduto a poche poltrone di distanza dal figlio di Borsellino, Manfredi, si è alzato con gli occhi lucidi. “Mi ha emozionato molto, mi sono commosso più volte”, dice ricordando anche l’amicizia con Francesco Scardamaglia, autore del soggetto e della sceneggiatura del film, morto prima di poterlo vedere realizzato.
“Senza fare torto a nessuno, trovo che questo film abbia raccontato nel migliore dei modi la vicenda e Paolo Borsellino, restituendolo com’era. C’è tutta la complessità del personaggio, grande magistrato e grande padre”. Ricostruita correttamente, dice Ingroia, che nel ’92 era a Palermo a fianco di Borsellino, anche l’atmosfera che si respirava allora in quel palazzo di giustizia: “Era proprio così “, sottolinea il magistrato. Nel film diretto da Alberto Negrin (la musica è di Ennio Morricone) Ingroia è impersonato da Enrico Iannello: “Mi sono ritrovato anche io, Iannello è bravo”.











