Durante il mese di maggio, come è noto, il Consorzio Tre Sorgenti ha interrotto più volte le forniture idriche ai comuni consorziati (Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì, Naro, Castrofilippo, Racalmuto, Grotte) per eseguire interventi di riparazione alla condotta idrica.
1) Interruzione 2-4 maggio (nota prot. 316) anticipata al 28 aprile
2) Interruzione 4 maggio (nota prot. 326)
3) Interruzione 16-17 maggio (nota prot. 350)
4) 21 maggio: Ripartizione forniture idriche comuni serviti con notevole riduzione di portata (nota prot. 363)
Saltano agli occhi (anche quelli meno esperti) le frequenti interruzioni ed è innegabile che le stesse abbiano causato l’allungamento della distribuzione, nonostante le maggiori manovre in rete effettuate da Girgenti Acque SpA per limitare i disagi agli utenti. Ad ogni buon fine, avendo integrato la fornitura con 40 l/s al partitore Gastelluzzo, la situazione ad oggi sta rientrando nella norma pertanto, nel rispetto dei necessari tempi tecnici, la distribuzione tornerà regolare.
Pur tuttavia, leggendo le accuse che spesso gli utenti rivolgono all’Azienda per i l’irregolarità dei servizi, non si può non dare loro ragione.
“E’ giusto che i cittadini pretendano un servizio adeguato, nel pieno rispetto delle regole e della legalità – ha detto l’Ad Carmelo Salamone – Riteniamo corretto spiegare che nonostante tutti gli sforzi compiuti dall’Azienda, ci si trova davanti un muro di gomma: per ottimizzare i servizi l’Azienda deve fare gli investimenti; per fare gli investimenti deve essere approvata dall’assemblea dell’Ato idrico (composta dai sindaci del comuni dell’agrigentino) la struttura tariffaria; dovrebbero essere consegnati a Girgenti Acque SpA impianti e reti, in modo da gestirli in forma integrata e nel rispetto dell’esigenza idrica dei comuni. Sarebbe il caso di allargare l’orizzonte e focalizzare l’attenzione nel comparto politico – ha proseguito Salamone – perché per il raggiungimento del diritto ad avere l’acqua ogni giorno, tutti i giorni, l’unico ostacolo è proprio la politica che, con i suoi “tira e molla” e trincerandosi dietro il risultato del referendum, riesce di fatto a utilizzare ancora oggi l’acqua come pedina per raggiungere i propri obiettivi, lungi dall’essere uguali a quelli del cittadino e della Girgenti Acque SpA”.
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