Torna alla carica la Commissione Straordinaria del Comune di Castrofilippo sul problema dell’insufficiente erogazione idrica che interessa da mesi il paese. Alla base della questione, il guasto delle pompe di sollevamento mai sostituite da Girgenti Acque da quando, oltre 60 giorni fa, è stato riscontrato il disservizio. La società agrigentina, confermando la criticità degli interventi, aveva comunque garantito una breve risoluzione del problema che ancora i castrofilippesi aspettano esausti come sono di ricorrere ai bidoni o ad altri contenitori più capienti riempiti da una fontana alla periferia del paese.
Le continue e legittime proteste dei cittadini hanno spinto ieri i commissari prefettizi ad inviare un’ennesima richiesta di intervento a Girgenti Acque in cui si reclama la sostituzione degli impianti tecnici danneggiati per assicurare agli utenti una giusta dotazione idrica, che finora il gestore unico avrebbe preteso di offrire solo per caduta, un principio che ci ricorda tanto quello arcaico dei “vasi comunicanti”.
Di fatto, la questione riporta Castrofilippo indietro nel tempo con la ricomparsa delle autobotti, rappresentando inoltre, con l’esordio del caldo, un rischio anche per le condizioni igienico sanitarie della collettività. Anche per questo la Commissione Straordinaria ha inoltrato la nota all’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento.
Informato anche il presidente dell’Ambito Territoriale Ottimale Eugenio D’Orsi. La situazione rischia di scoppiare se si considera poi che proprio in questi giorni la Girgenti Acque sta recapitando nelle case dei castrofilippesi la prima semestralità del canone idrico, calcolato per tutti i nuclei familiari con il forfait di 107 euro circa.
L’ultima bolletta era però arrivata cinque mesi fa e nella consueta unica soluzione, che l’utente decideva poi se pagare a rate o meno. Questa novità suona a molti come una beffa, sollevando la questione della ripubblicizzazione dell’acqua. Il pubblico, rispetto al privato, infatti non potrebbe permettersi queste discrezionalità, ripiegando nelle tasche dei contribuenti per sanare delle disfunzioni.
La comunità intanto attende per il rifacimento della rete idrica un finanziamento già assegnato di 1.214.000 euro, ma per ora di fatto il Comune ha perso un componente nel Consiglio d’Amministrazione dell’Ato, l’ex sindaco Salvatore Ippolito, che l’assemblea dei sindaci ha pensato di surrogare con Carmelo Pace, primo cittadino di un grosso centro come Ribera che nessuna analogia ha con Castrofilippo.
A questo punto i commissari prefettizi, tutori della legalità e, liberi, come sono, da ogni connotazione politica, specie in questo momento in cui il Ministero all’Interno dal quale dipendono è guidato da un tecnico, nelle sedi opportune potrebbero mettersi alla testa delle legittime aspettative seguite al referendum popolare dello scorso anno che ha sancito la volontà poderosa di far tornare il servizio idrico in mano pubblica. Da parte sua, invece la popolazione castrofilippese sta valutando l’ipotesi di ricorrere ad una class action per decurtare dall’ultima bolletta il costo calcolato anche in queste settimane di assenza del servizio.












