Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Guido Improta condanna il fermo dell’autotrasporto previsto dall’8 al 13 luglio e organizzato da Trasportounito: ”Il fermo dei servizi di autotrasporto e’ un atto ingiustificato che fa male all’Italia e agli imprenditori onesti, e’ un’azione che reca vantaggi a chi opera border line e a chi vuole fare demagogia”.
Egregio Sottosegretario Improta
Con riferimento alle Sue affermazioni, in merito al fermo dei servizi di autotrasporto proclamato da Trasportounito, il quale sarebbe a Suo giudizio “un atto ingiustificato che fa male all’Italia e agli imprenditori onesti, e’ un’azione che reca vantaggi a chi opera border line e a chi vuole fare demagogia”, riteniamo di doverLe precisare che un Sottosegretario nominato d’ufficio, rappresentante di un Governo per il quale le parole “consenso” o “dialogo” sono limitate all’uso in un Parlamento che certamente non sembrerebbe rappresentare l’espressione e la volontà del popolo italiano, dovrebbe possedere i titoli e le competenze.
Sul titolo, a quanto già detto, possiamo aggiungere che la scrivente associazione possiede più consensi di quanti Lei possa supporre o immaginare. Sulle competenze possiamo aprire un libro composto da numerosi capitoli ciascuno intitolato con una domanda, a titolo esclusivamente esemplificativo:
1. Come mai la legge sui costi incomprimibili sulla sicurezza stradale, a quattro anni dalla sua approvazione, non è ancora applicata o resa applicabile?
2. Perché nell’elaborazione delle tabelle dei costi minimi sono escluse, eludendo la legge, alcune categorie di trasporto ?
3. Perché non viene rispettato il termine della scadenza di pagamento dei corrispettivi di autotrasporto previsto dalla legge ?
4. Perché non viene rispettata la remunerazione dei tempi di attesa al carico ed allo scarico delle merci ?
5. Che fine hanno fatto gli accordi di programma negli ambiti portuali ? 6. Perché il nostro Codice della Strada risulta essere tra i più repressivi a livello europeo ? 7. Come mai non si assume una posizione chiara e definita sul Sistri escludendo le imprese di
autotrasporto ? 8. Perché non si danno risposte concrete sull’ecobonus? 9. Perché non si affronta in modo serio la questione delle assicurazioni dei veicoli industriali ? 10. Perché sui carburanti non si interviene con coerenza sul costo industriale e su modalità di
rimborso mensile delle accise ? Come potrà valutare non si tratta di interventi assistenzialistici ma di misure determinanti al fine della corretta applicazione delle norme, o di correttivi a disposizioni vigenti che potrebbero favorire, pur nella crisi, un mercato dei servizi legale e trasparente. Se rivendicare quanto sopra è “fare demagogia”, se permette, non sarà Lei a stabilirlo bensì gli imprenditori dell’autotrasporto. Inoltre, pur condividendo che un’azione di fermo dei servizi di autotrasporto possa generare “un male all’economia italiana, con il rischio di degenerare in atti di violenza”, crediamo sia altresì ingiustificabile, per un Sottosegretario di Stato, indicare un imprenditore, ancorché stimato, a capo di una importante organizzazione di rappresentanza, quale interlocutore privilegiato del Governo, pur sapendo che opera ormai solo parzialmente in Italia con centinaia di veicoli, mentre con altri migliaia opera all’estero. Fare il Cardinale a Roma, gentile Sottosegretario, è ben diverso che fare il monaco a Taormina.
Maurizio Longo













