Il Sottosegretario Guido Improta apre il confronto sulle regoleTrasportounito ha deciso dopo un tormentato dibattito interno alla categoria, di sospendere il fermo dell’autotrasporto in seguito all’apertura di un tavolo di confronto da parte del Sottosegretario ai Trasporti Guido Improta. Già lunedì mattina i vertici di Trasportounito si incontreranno con il rappresentante del Governo che ha fornito la sua disponibilità preventiva a discutere e ad aprire un confronto sulla verifica della funzionalità delle regole, sui temi: costi minimi, tempi di pagamento, remunerazione dei tempi di attesa al carico e scarico, codice della strada tempi di guida e di riposo e Ecobonus.”Non è stato per nulla facile per noi – afferma Franco Pensiero, Presidente Nazionale di Trasportounito- convincere i nostri associati a dare ancora fiducia al Governo. Ma, sia chiaro, il deterioramento del mercato e delle condizioni delle imprese di autotrasporto non consente certo l’emissione di cambiali in bianco “. ” Per altro su queste tematiche- ha aggiunto Maurizio longo, Segretario Generale di Trasportounito, si stanno ricreando le basi per un dialogo costruttivo fra le Associazioni dell’ autotrasporto, dialogo che Trasportounito intende perseguire con volontà positiva “
Dal gennaio scorso la CNA-Fita sta invitando la categoria ad un approccio più cauto e soprattutto ha spronato le altre associazioni anche in seno allo stesso coordinamento unitario Unatras a ricercare nel dialogo e non nella contrapposizione dura e pura la possibilità di raggiungere tutto quanto possibile in questa difficile situazione economica che il Paese sta vivendo. Il ripensamento di Trasporto Unito sembra andare in questa direzione e accoglie il nostro appello ad una più matura azione sindacale e confidiamo che sia chiaro quanto, in questo momento di profonda crisi, le fughe in avanti dei fermi non siano risolutive bensì pericolose. Dallo scorso dicembre sono state bruciate preziose energie e soprattutto tanto tempo, l’autotrasporto italiano non può certo permettersi ancora l’attesa messianica imposta dall’impasse giuridico/legale che grava sull’83-bis né consegnarsi mani e piedi ai contenziosi legali per futuri risarcimenti. L’autotrasporto italiano ha bisogno di strumenti pratici e condivisi con il suo committente per arginare i duri colpi inferti dal caro costi, dall’assenza del credito bancario e soprattutto dal drammatico calo della produzione che in Italia si sta registrando a partire dal 2011. “Questa crisi – ha affermato Cinzia Franchini presidente CNA-Fita – più di altre è drammatica perché non da appelli e non lascia margini di manovra, questa crisi ci impone la condivisione come metodo perché siamo tutti sulla stessa barca, il Paese, e rischiamo di affondare tutti insieme”.













