“E’ stato uno dei teste chiave dell’operazione antiusura “Sciacallo”, condotta tra il 2006 e il 2007 dai carabinieri della Compagnia di Licata, contribuendo con la propria denuncia a portare alla condanna dei suoi estortori. Oggi Giuseppe Iacopinelli, vivaista di Licata, avvierà una collaborazione, non solo lavorativa, con la cooperativa Rosario Livatino – Libera terra che gestisce il bene confiscato in contrada Robadao ed i terreni di Virgilio.

Infatti, grazie al Consorzio per la Legalità e lo Sviluppo, si sono incontrati il sig. Iacopinelli e il presidente della cooperativa Giovanni Lo Iacono ed hanno concordato un sopralluogo per stabilire i termini dell’eventuale collaborazione.


“Ho voluto cogliere al volo la segnalazione fattami dal capitano Massimo Amato, comandante della Compagnia di Licata – spiega Mariagrazia Brandara, presidente del Consorzio – perché sono fermamente convinta che casi come quello di Iacopinelli non vadano mai trascurati e vada offerto a chi collabora con la giustizia la possibilità di riprendere a lavorare nella nostra terra.

In tal senso – prosegue Brandara – grande importanza possono ricoprire i beni sequestrati alla mafia, che in questo modo vanno ad assolvere ad un doppio compito di sostegno all’imprenditoria sana.

Credo che, parafrasando Tolstoj, sia necessario dimostrare che, così come i disonesti si mettono insieme per costituire consorterie mafiose e di malaffare, le persone perbene hanno il dovere di stare insieme con civiltà, solidarietà ed etica per far quadrato contro ogni forma di illegalità. In conclusione – aggiunge – voglio sottolineare come il reato denunciato da Iacopinelli, ovvero l’usura, sia di certo uno dei più infami, perché mirato nei confronti di chi si trova in condizioni economiche più fragili, e dei meno ‘visibili’, perché oggi ancora in molti hanno paura a rivolgersi alle forze dell’ordine non solo per timore di ripercussioni, ma anche per un pericoloso senso di vergogna verso la propria condizione”.