Il capomafia di Cosa Nostra agrigentina Giuseppe Falsone era temuto e rispettato dai più importanti boss siciliani. Da Provenzano a Messina Denaro, Rotolo e Lo Piccolo. E’ quanto emerge dalle motivazioni della sentenza “Maginot” depositate dal Gup del Tribunale di Palermo Lorenzo Jannelli relative al processo che si è celebrato con il rito abbreviato a carico dei fiancheggiatori proprio di Falsone, da latitante. Adesso potrà essere impugnata la sentenza in appello. Ai primi di giugno, sono stati condannati 9 imputati a pene tra i 2 anni e 8 mesi, e i 18 anni inflitti al boss campobellese.
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