Il Coordinamento dei “Precari Storici” utilizzati presso soggetti pubblici della Provincia di Agrigento, dopo numerosi incontri propedeutici alla risoluzione dell’annoso problema della loro stabilizzazione che non hanno sortito esito concreto, riunitosi presso i locali del Comune di Agrigento, ribadisce l’atteggiamento “demagogico ed inconcludente del sistema politico-sindacale che mal gestisce da tempo il territorio siciliano, ritenuto esclusivamente luogo di frontiera e di scambio, dimostrando l’incapacità e la vera volontà a non voler risolvere i tanti problemi della nostra terra, dove temi come il precariato e la disoccupazione ne acutizzano il dramma”. “Alla loro continua latitanza – recita ancora la nota del coordinamento – si contrappone la nostra consapevolezza e la dignità dei tanti soggetti, precari storici, che da oltre venti anni operano presso i più svariati Enti pubblici garantendo moltissimi dei servizi offerti alla collettività. Di fatto, anche gli stessi Enti con i loro Legali rappresentanti sono stati abbandonati in trincea vedendo ridurre ulteriormente ogni utile prospettiva, le loro disponibilità finanziarie e di personale, costringendoli quindi a dover ridurre se non eliminare buona parte dei servizi alla gente”. “Non appare accettabile rimanere inermi e lasciar distruggere definitivamente il futuro della nostra terra, delle nostre famiglie e dei nostri figli – conclude la nota – per cui il Comitato, solidale ed accomunato al disagio e all’amarezza di questa terra, ha stabilito di attivare immediate azioni di protesta atte a sensibilizzare l’opinione pubblica, quale soggetto elettorale votante, nonché i candidati ed il Governo Nazionale per una serie di proposte legislative concrete ed immediate per risolvere i vari problemi che ostacolano la ripresa e lo sviluppo della Sicilia, del Meridione e di tutto il territorio Nazionale. Numerosa si è manifestata l’adesione dei lavoratori precari e non solo che, ovviamente, avranno anche il supporto delle loro famiglie e di quanti sono stati e/o verranno coinvolti. Importante risulta anche il coinvolgimento dei soggetti delle altre provincie nel comune interesse. Nessun nostro coinvolgimento a servizio della politica che oggi dimostra tutta la sua indigenza, a tutti i livelli, ma ci costituiremo con forza e determinazione come esortazione e spinta per ridare dignità alla politica, ripristinando ruoli, dimensioni e competenze, per un riattaccamento al territorio volto alla fattiva soluzione di tutti i suoi problemi. Pertanto, saranno avviate diverse iniziative ed azioni che, di volta in volta, saranno opportunamente divulgate con i principali mezzi d’informazione”.

Giovanni Blanda