I carabinieri delle Stazioni di Villaggio Mosè e Porto Empedocle hanno arrestato Salvatore Tuttolomondo, 28 anni, il pregiudicato che nelle settimane scorse ha truffato decine di persone, soprattutto anziane, fingendosi un militare dell’arma, altre volte agente di polizia. Tuttolomondo è ritenuto responsabile di varie truffe, perpetrate in date diverse, dagli inizi del mese di settembre, in varie zone di Agrigento. Ed è stata proprio la sinergia tra i carabinieri delle Stazioni di Agrigento, Villaggio Mosè e Porto Empedocle che, mediante il confronto degli identikit, ha consentito l’identificazione del truffatore seriale, arrestato presso la sua abitazione. I militari hanno quindi dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Agrigento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per evitare che lo stesso possa commettere ulteriori delitti della stessa specie. Proprio nella giornata del 10 ottobre scorso il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Colonnello Riccardo Sciuto, tramite l’intervista rilasciata al giornalista Antonino Ravanà, chiarendo che l’Arma non effettua, in alcun modo, servizio di riscossione tributi, aveva allertato la popolazione a diffidare da chi, qualificandosi come un appartenente alle Forze dell’Ordine, avesse chiesto denaro per il pagamento di imposte di vario genere o per altri motivi, invitando le persone a chiamare subito i “veri” Carabinieri, tramite il servizio di Pronto Intervento all’utenza telefonica gratuita 112 0 113. Il modus operandi utilizzato dallo stesso è risultato vario e fantomatico. Infatti, presentandosi come carabiniere, poliziotto, finanziere ed in alcuni casi vigile urbano, è riuscito ad ottenere da persone in buona fede somme di denaro per una valore oscillante tra 100 e 500 euro. Le motivazioni sono state le più svariate, dal pagamento della seconda rata dell’Imu al controllo di carte bancomat per verificare movimenti de denaro. Sull’arresto di Tuttolomondo interviene il comandante della Compagnia di Agrigento, Giuseppe Asti: “Sono in corso ulteriori attività di indagine da parte dei carabinieri finalizzate ad attribuire in modo inconfutabile la responsabilità di altre truffe, circa una decina denunciate, all’arrestato e dare una risposta immediata alle vittime dei raggiri”.












