L’Aias di Richichi ha proclamato il fermo dei servizi di autotrasporto dal 24 al 28 novembre. Il coordinatore nazionale di Trasporto Sicilia ha condiviso le motivazioni della protesta ma non la data di attuazione, chiedendo a Richichi di spostarla a metà dicembre. In questo contesto si è inserito Mariano Ferro dei Forconi, il quale, a dire del Ferro, gli ha chiesto di aderire alla protesta. Salvatore Bella “Io ho parlato proprio ieri con Richichi ed insieme abbiamo deciso che il coinvolgimento di tutte le associazioni degli autotrasportatori è necessario, ma che gli agricoltori devono starne fuori. Trasporto Sicilia ha infatti posto a Richichi una condizione per la propria partecipazione al fermo che è appunto quella di non permettere agli agricoltori di associarsi a questa protesta. Non bisogna commettere un’altra volta l’errore commesso durante il fermo di gennaio u.s., quando le due categorie si unirono nella protesta, perchè si rischia di non comprendere bene nè le ragioni degli agricoltori, nè quelle degli autotrasportatori, che sono di diversa natura, seppure coincidenti nel solo campo del commercio dei prodotti ortofrutticoli. Ciò che afferma Ferro sul conto di Richichi non corrisponde al vero: il fermo non è programmato solo per l’ecobonus ma per una piattaforma di richieste che giace da mesi al Ministero dei Trasporti; inoltre, contrariamente sempre a quanto affermato da Ferro, Richichi non è solo: ha 5 associazioni presenti nella consulta regionale e 1 associazione nazionale che condividono i motivi della sua protesta, oltre a ben 4 regioni quali la Calabria, la Campania, la Puglia e la Liguria che hanno dato la loro disponibilità alla protesta se la stessa viene attuata dopo il 15 dicembre. Siamo solidali con Ferro e con le rivendicazioni degli agricoltori ma, come già ribadito, non possiamo permetterci di lasciare che si faccia confusione con i problemi degli autotrasportatori”.

Il vicepresidente della Consulta regionale per l’autotrasporto
Salvatore Bella