Riceviamo e integralmente pubblichiamo:

Gentile Direttore di Canicattì Web Notizie,
circa due mesi fa ho trasmesso al Sindaco di Canicattì una lettera circa le tariffe TARSU applicate.
Trascorso invano tutto questo tempo, le chiedo di pubblicare l’allegata lettera inviata il 21 settembre 2012 al Sindaco di tutti i canicattinesi, così pubblicamente si è proclamato di essere, per avere una risposta così come tanti altri concittadini che educatamente hanno chiesto privatamente e successivamente pubblicamente qualcosa di interesse pubblico.
Nel ringraziarLa per l’opportunità che ci da per fare conoscere i problemi dei cittadini come sempre senza risposta da parte del diretto interessato,
cordiali saluti.


Al Sindaco del Comune di Canicattì

Rag. Vincenzo Corbo

La Giunta Municipale da Lei capeggiata, il giorno 02/08/2012, ha gravato ancora di più gli onesti contribuenti aumentando il canone TARSU. Anche se fosse vero la giustificazione da Voi data ai cittadini riferendovi all’art. 14 della Legge 22/12/2011 n.214 (a partire dal 01/01/2013) non comunicate e non informate la cittadinanza che il comune potrebbe e dovrebbe pure adottare delle tariffe ridotte per chi effettua la raccolta differenziata, vedasi commi dal 15 al 20 del succitato articolo di legge. In ogni caso non è equo e giusto che a subire il salasso siano sempre gli stessi mentre c’è una parte dei nostri concittadini che ha il dovere di pagare la TARSU e non la paga. Infatti se questi “furbetti” fossero individuati non sarebbe necessario ricorrere all’aumento del canone, così come previsto dalla succitata legge.

Tutto ciò mi ha ulteriormente e notevolmente innervosito in modo particolare per due motivi.

In primo luogo perché, mi ripeto, non tutti gli aventi titolo pagano il canone dovuto; inoltre questo aumento non corrisponde al servizio offerto ai cittadini. Infatti tutti possono constatare la sporcizia, salvo i ciechi, ma possono percepire ed avvertire distintamente il cattivo odore che regna lungo le vie.

In secondo luogo, nel mese di febbraio 2012, Le ho inviato due lettere senza, educatamente, ricevere risposta. Chissà se Le si addice il detto “repetita iuvant”. Nelle missive precedenti ho chiesto che l’abitazione in cui risiedo, Via Nilde Iotti n.15, sia equiparata alle unità poste fuori dal centro urbano e quindi che sia applicata la tariffa per le case rurali. Sempre che il termine “equità fiscale” da Voi richiamato nella giustificazione per l’aumento, abbia lo stesso significato per tutti i cittadini. Le rammento che la zona dove abito è priva di rete idrica comunale, di illuminazione pubblica, di strade e di marciapiedi. Ho la netta convinzione che “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Pertanto formalmente chiedo che venga applicata la tariffa di €/mq 2,07 maggiorata del 14% e ridotta del 60% ovvero pari a 0,94 €/mq (dati forniti dall’Ufficio TARSU) alla mia abitazione e, appunto per un senso di pura equità, a tutte quelle che si trovano nelle medesime condizioni.

Poiché la cartella di pagamento non è stata ancora calcolata, o meglio non è stata ancora notificata, chiedo che venga corretta onde evitarmi di riscrivere i bollettini secondo il calcolo suddetto. Infine, poiché tale richiesta era già stata fatta con nota del 07/02/2012, chiedo che per l’anno 2011 sia fatto lo stesso calcolo, naturalmente privo dell’aumento, a mio modesto avviso non dovuto, ed effettuare il conguaglio.

Concludo rifacendomi a ciò che dice Sant’Agostino d’Ippona nei Sermones (164, 14): “Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere”,

distinti saluti.

Grifo Calogero