”È imperativo categorico di una nazione che sancisce il diritto alla Giustizia mantenere funzionali le macchine che, attraverso essenziali ‘ingranaggi’ quali sono i magistrati, dai Tribunali questo diritto lo garantiscono a un’intera collettività. Non posso non cogliere l’allarme lanciato dal Palazzo di Giustizia agrigentino in merito alla carenza di organico: per questo assicuro il mio impegno nel cercare di anticipare i trasferimenti di nuove figure fissata, addirittura, per l’anno prossimo” È quanto afferma Michele Cimino, Capogruppo di Grande Sud all’Ars, raccogliendo l’allarme lanciato dall’Associazione nazionale magistrati di Agrigento, e sottolineando il rischio di un fermo degli uffici giudiziari, cagionato dal sovraccarico di lavoro per i pochi magistrati del capoluogo siciliano.”I magistrati – ha aggiunto il deputato regionale – rimangono presidio di legalità in un territorio quale quello agrigentino, da sempre oggetto di recrudescenza del fenomeno mafioso e, in questi anni, scenario in cui si consuma l’approdo clandestino di delinquenti nascosti in gruppi di disperati che, partiti dall’est Europa quanto dal nord Africa, in Italia cercano una vita migliore. Chiederemo al prossimo Ministro della Giustizia di prevedere le risorse finanziarie necessarie a garantire l’efficace applicazione delle leggi nella provincia agrigentina”.