L’astensionismo si riduce. Sale al 79 per cento l’intenzione di andare a votare per il rinnovo del Parlamento nazionale nelle elezioni del 24 e 25 febbraio. Anche se più del 35 per cento degli italiani non ha ancora deciso chi votare tra due o più candidati premier. I dati sono riportati dal sondaggio Lorien Consulting pubblicati in esclusiva su ItaliaOggi.
Il Pdl cresce dal 15.8% al 17,5% mentre la coalizione di Silvio Berlusconi passa dal 23% al 27%. Il Partito Democratico raggiunge il 32.8%, mentre la coalizione di Pier Luigi Bersani (che il 45% degli italiani dà vincente) perde consensi scendendo dal 37% al 36.5%. I principali alleati sia a destra che a sinistra hanno disorientato i sostenitori e sparpagliato i consensi: la Lega Nord e Sel, Fratelli d’Italia e La Destra. Anche Udc e Fli sono penalizzati dalla lista Monti.
I dati sono stati rilevati il 12 e 13 gennaio ad una settimana di distanza della partecipazione di Berlusconi a “Servizio Pubblico”, il programma di Michele Santoro, dalla chiusura delle liste, dalla definizione delle alleanze, delle coalizioni e dei simboli.
Il sondaggio ha monitorato anche due delle regioni chiave per l’assegnazione del premio di maggioranza al Senato: Lombardia e Veneto. In Lombardia, centrodestra e centrosinistra viaggiano di pari passo al 31.5%. In Veneto il centrosinistra è avanti con il 35% dei consensi.
“Una settimana di confronto ad elevata conflittualità – spiega il direttore di Lorien Antonio Valente a Italia Oggi – che ha prodotto la rimobilizzazzione di tanti elettori e una polarizzazzione all’interno delle singole aree con i due principali partiti che hanno continuato ad aumentare, il Pdl erodendo la Lega e il Pd erodendo Sel”.
Il 45% degli italiani ha seguito le partecipazioni ai salotti politici e non degli aspiranti premier. Berlusconi è il più visto con il 35%, seguono Pierluigi Bersani al 21.5% e Mario Monti al 19.6%. Nonostante sia poco presente sui media tradizionali il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo riesce a mantenere i suoi circa quattro milioni di elettori. La lista civica per Monti con un aumento di qualche punto percentuale raggiunge il 10.8% e danneggia gli alleati Udc che potrebbero sopravvivere alla soglia del 4% e di quelli del Fli destinati a scomparire. La coalizione dell’ex pm Antonio Ingroia con il suo movimento “Rivoluzione Civile” ha superato il 5% ed è destinato a crescere.















