La Cassazione ha respinto il ricorso e condannato il Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti di Canicattì che aveva contestato la nomina di un commissario ad acta – Giuseppe Taverna – per la cessione degli impianti al gestore del servizio idrico provinciale. La Cassazione, a sezioni unite, condividendo le tesi difensive, ha dichiarato la giurisdizione del Tribunale superiore delle acque pubbliche e ha condannato il Consorzio anche al pagamento delle spese processuali per cinquemila euro.












