L’11 marzo i Forconi di Ferro e l’Aias di Richichi si fermeranno dando vita a presidi dislocati in tutta la Sicilia. Le motivazioni della protesta risiedono nelle “difficoltà delle imprese e il collasso dell’intera economia siciliana”.
“La nostra intenzione non è quella di creare disagio ma di manifestare tutto il nostro disappunto perché non ne possiamo più di una politica inconcludente e litigiosa, capace di darsi sulla voce l’un l’altro, di pensare ai massimi sistemi perdendo di vista quel che invece drammaticamente è sotto gli occhi di tutti: in questa nostra Italia la fame avanza e il malcontento cresce”, ha detto Mariano Ferro anticipando alcuni dei temi della conferenza stampa di domani mattina alle 11 a Catania, nella sede dell’Aias, e che segnerà l’avvio di una nuova protesta anche se con gradualità.
“I Forconi e Forza d’Urto sono tornati a unire le loro forze nella piena convinzione che questa sia la scelta giusta – ha spiegato ancora Ferro -. I nostri presidi, che allestiremo da lunedì 11 marzo in tutte le province della Sicilia, avranno inizialmente solo una connotazione informativa: faremo volantinaggio, parleremo con chi vorrà ascoltarci. Per quindici giorni andremo avanti così, per dare il tempo alla politica nazionale e regionale di dare risposte concrete a domande sempre più connotate dal dramma del bisogno. Ma se entro fine mese queste risposte, certe, concrete e subito esigibili, non arriveranno, allora la musica cambierà”.
La protesta degli autotrasportatori si annuncia sin da subito frammentata, perché in queste ore le associazioni Aitras, Assiotrat, Assotrasport e Trasportounito hanno annunciato che non parteciperanno al fermo, “rimanendo comunque in stato di agitazione in attesa dell’insediamento del governo nazionale e rassicurando gli agricoltori che potranno continuare a spedire le loro merci”.
“Senz’altro condivisibili i motivi della protesta ma purtroppo il momento non è adatto per attuare un fermo – spiega in una nota il presidente Salvatore Bella – non c’è infatti al momento l’interlocutore istituzionale a cui avanzare le richieste e si rischia un caos inutile, anzi, dannoso, a meno che l’intenzione non è quella di protestare contro il governo regionale il quale però non mi sembra che abbia gli strumenti adeguati alla risoluzione dei problemi in questione, nè disponibilità finanziarie tali da intervenire in favore delle imprese. Rinnovo l’invito agli amici Ferro e Richichi di rinviare la data del fermo, che potrebbe invece realizzarsi prima dell’estate, non appena l’esecutivo nazionale diverrà operativo”.
Oggi il direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino, ha rivolto un appello alla Prefettura e alle Forze dell’ordine per “Fermare la manifestazione dei Forconi prevista per l’11 Marzo per evitare il ripetersi o l’aggravarsi dei danni già provocati lo scorso gennaio”.
“Tre giorni di blocco sarebbero deleteri per l’economia siciliana già in ginocchio e, in particolare, per il settore ortofrutticolo che pagherebbe i costi piu’ alti a causa della deperibilità dei prodotti agricoli. Seppur legittima qualunque protesta, risultato del crescente malcontento nel Paese, riteniamo assurdo bloccare una Regione e il suo settore produttivo per manifestare le proprie idee. Lanciamo dunque un appello ai Forconi chiedendo di fare un passo indietro e alle autorita’ competenti di intervenire”.












