Volendo fare qualche considerazione sui recenti fatti politici registrati nel nostro Paese all’indomani dei risultati elettorali sino al giorno d’oggi,non v’è chi non si avveda come il clima politico,da oltre un ventennio caratterizzato da una perniciosa litigiosità e da una lotta tra i diversi schieramenti condotta non sulla diversità dei programmi ma spesso sul piano personale,sia diventato ancor più avvelenato con conseguenti effetti negativi e dannosi per tutti specie in un momento di gravissima crisi economica per la quale oltretutto,al di là delle chiacchiere di chicchessia,non si intravedono soluzioni e vie d’uscita almeno in tempi ravvicinati od a breve scadenza.
Ci si riferisce ovviamente ai risultati elettorali del febbraio scorso che hanno visto vittorioso il movimento di Grillo premiato per il solo fatto di aver saputo cogliere l’immenso malcontento della gente causato,più che dalla crisi in corso,dalla mala politica, da sempre interessata ad aumentare i suoi privilegi più che ai reali bisogni dei cittadini, penalizzando di fatto entrambe le coalizioni che avevano sostenuto sino ad allora il Governo dei tecnici guidato dal prof.Monti.
Di fronte a risultati di tal genere ed in presenza di forze che numericamente potevano considerarsi di uguale portata, dovendosi procedere con urgenza alla creazione del nuovo Governo per dare risposte immediate sia all’U.E. che ai mercati finanziari,l’unica via percorribile,a mio modesto avviso,era quella delle grandi intese, le uniche capaci di realizzare una vera politica di cambiamento sia sul versante delle riforme istituzionali che su quello economico al fine di far decollare la fase della crescita non potuta realizzare dal governo tecnico dimissionato,come noto,dal ritiro del sostegno da parte di una delle due grandi coalizioni.
Ciò sarebbe servito a tacitare i mercati,a dare ossigeno alle imprese,a creare sbocchi occupazionali,a dare tranquillità a tutti quei padri di famiglia non più in grado di arrivare alla fine del mese,a dare speranza ai giovani il cui tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli non più tollerabili.
Ovviamente per fare tutto ciò era necessario che si abbandonasse il vecchio sistema di far politica, basato sui rancori personali,le ripicche ,le denigrazioni e quant’altro,che non c’è dubbio ha portato sul lastrico l’intero Paese e che perciò venisse adottato da subito un metodo collaborativo e partecipativo,sia pure di durata limitata nel tempo,che ,agendo nell’esclusivo interesse del Paese, permettesse la realizzazione di un vero cambiamento specie sui punti che avevano costituito la forza vincente del Movimento 5 Stelle di Grillo.
A sostegno di quanto su esposto non sembra fuori luogo evidenziare come il ricorso a tale rimedio o formula politica che dir si voglia,fondato essenzialmente sul senso di grande responsabilità delle diverse forze politiche, sia stato adottato con successo da altri Paesi (Germania compresa) i quali in tal modo sono riusciti a ribaltare una situazione di stallo che,in caso contrario,avrebbe sicuramente arrecato tanto danno agli stessi sia sul piano economico ed istituzionale che su quello dell’immagine di fronte agli altri partners europei se non addirittura mondiali.
In Italia,invece,si è voluto percorrere altre strade,trovare altre soluzioni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti e che sicuramente non danno lustro all’immagine del paese a livello nazionale ed internazionale;basti pensare alle frasi ingiuriose,talora volgari,rivolte da Grillo al presidente incaricato di formare il nuovo governo,al quale peraltro è stata sbattuta la porta in faccia varie volte, nonché alle sue esternazioni fuori luogo che evidenziano quanto sia poca la sua conoscenza delle regole sulle quali si fonda un sistema democratico come il nostro che trova ampia garanzia in una Carta costituzionale ritenuta a ragione tra le migliori al mondo.
Ne tampoco, a mio avviso,la soluzione scelta dal presidente Napolitano con la nomina dei 10 saggi potrà consentire una efficace governabilità del Paese in quanto questi ultimi si limiteranno alla formulazione di proposte sui temi loro assegnati;proposte che dovranno essere soppesate e valutate dai partiti cui compete la loro trasformazione in provvedimenti legislativi ed attuativi e che potranno non trovare attuazione con la logica conseguenza che il Paese continua il suo lento ed inesorabile declino verso il baratro e la gente continua a morire di fame ed avere sempre più paura per il futuro che,allo stato,si preannuncia senza speranze.
E allora,se si vuol salvare veramente il paese facendogli recuperare credibilità nei confronti sia dei mercati che degli altri Stati(europei e non),è indispensabile che vengano ristabilite situazioni improntate al reciproco rispetto,alla collaborazione e coesione tra le diverse parti sociali eliminando urgentemente quel clima appestato sinora vigente attraverso la programmazione e la realizzazione immediata di efficaci proposte che siano condivise democraticamente con l’univoco intento di fare per davvero il bene del Paese considerato che ormai la misura è seriamente colma e la gente oltremodo stanca di essere tartassata e per di più presa in giro; e tutto ciò prima che sia troppo tardi.
S. Curcio

















