“Le cellule staminali: tra speranze e illusioni” è il tema dell’incontro organizzato e promosso dal Lions club Canicattì Host in collaborazione con la fondazione Giovanni Guarino Amella e con l’Università della Terza Età di Canicattì.

L’incontro si è tenuto a Canicattì nella sala convegni di Palazzo Stella mercoledì 20 marzo 2013 ed è stato patrocinato dal Comune di Canicattì.


La relazione introduttiva è stata affidata all’Avv. Giovanni Tesè, Presidente del Lions Club Canicattì Host.

Relatori sono stati il Dott. Silvano Messina, medico specialista cardiologo e pneumologo, attento alle innovazioni terapeutiche, socio Lions e Past – Presidente del Canicattì Host che ha relazionato sul tema: Cellule Staminali ed Applicazioni e il Prof. Enzo Di Natali, Bioeticista e Scrittore, sensibile al dialogo tra Scienza e Fede, che ha relazionato sul tema: Dibattito etico sulle cellule staminali.

Ha portato il saluto ai partecipanti il prof. Gaetano Augello, Presidente dell’Università della Terza Età UNITRE di Canicattì e il Dott. Giuseppe Gentile Segretario della Fondazione Giovanni Guarino Amella.

Il Prof. Gaetano Augello nel corso del suo intervento di saluto, dopo aver ringraziato i presenti e i relatori, ha evidenziato la positiva collaborazione tra l’Università della Terza Età il Lions Club Canicattì Host e la Fondazione Guarino Amella per l’organizzazione e la promozione dell’importante convegno su un tema di grande importanza e delicatezza.

Le cellule staminali, infatti, rappresentano per l’intera umanità, ha sottolineato il Prof. Augello, una grande speranza per le forti potenzialità terapeutiche che mostrano di possedere e quindi decisive per la salvezza di tante vite umane.

Il Dott. Giuseppe Gentile, da parte sua, ha manifestato soddisfazione per la collaborazione sia con l’Università della Terza Età sia con il Lions Club Canicattì Host per la grande sensibilità che mostrano rispetto ai grandi temi scientifici e culturali di grande rilevanza sociale. Attraverso questa concreta collaborazione intelligente e lungimirante e con un’azione culturale e di solidarietà umana, ha sottolineato il Dott. Gentile, si potrà contribuire più efficacemente al miglioramento della società civile.

Il Dott. Gentile, infine, ai relatori ha rivolto loro la domanda che più di tutte ha posto e pone non soltanto problemi di carattere scientifico ma anche rilevanti problemi etici: «è proprio vero che le cellule staminali embrionali sono in grado di guarire ogni tipo di malattia?»

L’Avv. Giovanni Tesè introducendo i lavori ha evidenziato preliminarmente l’importanza della sinergia fra tutte le realtà associative presenti nel territorio ed ha auspicato per l’avvenire una sempre maggiore collaborazione perché finalmente si possa passare concretamente “dall’Associazionismo alla Società Civile e dalle analisi alle proposte”.

Dopo aver ringraziato il Presidente Gaetano Augello, il Dott. Giuseppe Gentile e i numerosi partecipanti, l’avv. Tesè ha dato il benvenuto ai relatori Dott. Silvano Messina e Prof. Enzo Di Natali per la disponibilità mostrata ad affrontare un tema di scottante attualità.

Passando ad introdurre il tema dell’incontro “Le cellule staminali: speranza o illusioni”, l’Avv. Tesè ha evidenziato che in questi ultimi anni due semplici parole “cellule staminali” non soltanto rappresentano la nuova frontiera della medicina ma rappresentano per gran parte dell’umanità una speranza seria a cui aggrapparsi per potere debellare malattie che fino a poco tempo fa sembravano decisamente incurabili.

Ma le cellule staminali rappresentano davvero la panacea di tutti i mali? Quanto è reale la prospettiva di curare attraverso le cellule staminali malattie ancora incurabili? Qual è il loro vero potenziale di guarigione? Quali sono i benefici legati alla conservazione del cordone ombelicale? Quali sono i problemi giuridici, religiosi ed etici attorno a questo grande problema cui guarda l’intera umanità?

Le cellule staminali rappresentano veramente una concreta speranza per l’umanità o sono solo una illusione? Anche in questo campo ci sono venditori di speranze e millantatori di illusioni? E ancora come si fa a distinguere le possibilità concrete dalle illusioni?

Queste sono alcune tra i tantissimi interrogativi, ha sottolineato l’Avv. Giovanni Tesè, che sono posti al centro del dibattito scientifico, giuridico, politico, sociale, religioso ed etico ed a cui i nostri relatori sicuramente contribuiranno a fare chiarezza.

Il Dott. Messina, che ha trattato il tema Cellule Staminali ed Applicazioni, dopo avere esposto la biologia delle cellule staminali, ha fatto notare che «fino ad una diecina di anni addietro si riteneva che le cellule in questione, dopo il differenziamento, scomparissero dall’organismo. La riscoperta di queste cellule nelle prime fasi dello sviluppo embrionale e la loro potenzialità a dare origine a tutti i tessuti dell’organismo, apriva prospettive terapeutiche fino ad allora impensabili, specie per determinati tipi di malattie. Immediatamente scaturiva la diatriba etico-religiosa relativa al prelievo dall’embrione in formazione che ha rallentato, e di non poco, l’ulteriore sviluppo ed applicazione delle diverse forme di terapia. Coloro i quali hanno piantato i piedi si sono visti rallentare la fune dalla possibilità di prelevare le staminali dagli annessi dell’embrione, cioè dal liquido ombelicale e dal cordone ombelicale. Più gettonato quest’ultimo per i quali sono nate delle banche pubbliche e private. Sensibilizzati da una campagna per la Donazione del Cordone ombelicale, c’è stata una corsa sfrenata alla conservazione dell’appendice della placenta. Venne fatta una distinzione: Conservazione autologa dedicata, dove il cordone serviva per lo stesso neonato o per i consanguinei; la Conservazione allogenica, dove il sangue cordonale serviva per i consanguinei o estranei compatibili; la Conservazione autologa, ad uso esclusivo del neonato.

Contravvenendo al messaggio della campagna per la conservazione del Cordone Ombelicale che indicava, come possibili fruitori, indiscriminatamente donatore, consanguinei ed estranei, per l’egoismo umano, la più parte conservavano il pezzo anatomico per uso esclusivo personale. Con il D.M. del 18 novembre 2009 la legge interveniva vietando la conservazione in centri privati e ad uso esclusivamente autologo, privilegiando i centri pubblici ( Ospedali) per il beneficio di tutti. Naturalmente, chi se lo poteva permettere, continuava a servirsi di centri privati clandestini o di quelli esteri.

Tanto affannarsi per niente: Il Trapianto del midollo osseo che costituisce il Gold standard dell’uso delle staminali, dimostrava che il trapianto allogenico, per problemi tecnici e biologici, era quello che meglio riusciva rispetto a quello autologo. La successiva scoperta delle Cellule staminali dell’Adulto, impensabili fino a qualche anno prima, e le IPS ( cellule staminali indotte, cioè cellule adulte ritrasformate a staminali con tecniche di ingegneria genetica) mettevano in discussione l’opportunità della conservazione del cordone ombelicale, le cui banche,ad ogni buon conto, restavano le sedi di un immediato utilizzo delle cellule totipotenti. La sempre maggiore estensione dell’impiego delle cellule staminali nei campi più disparati della patologia umana, ha fatto nascere un nuovo capitolo della nosografia, La Medicina Rigenerativa.

Se si esclude un ottimo successo nella cure delle Leucemie Acute e qualche timido successo nel settore dermatologico, in tutti gli altri campi di applicazione ( Diabete Mellito, Infarto del Miocardio, Miocardiopatie, Malattie Ematologiche, Malattie degenerative del Sistema Nervoso, specie M. di Parkinson e SLA), in genere si registrano impercettibili miglioramenti, insuccessi, in alcuni casi peggioramento, comparsa di tumori, difficoltà a trovare il la sede esatta di inoculo, al punto che , con un’ordinanza, il Ministro Balduzzi il 15 maggio scorso ha vietato ufficialmente la cura con le Staminali».

A questo punto il dott. Messina ha fatto una considerazione: «ai pazienti poco conta che a tutt’oggi per il Diabete Mellito dell’adulto, per l’Infarto del Miocardio, per il M. di Parkinson e per tante altre malattie ematologiche e del connettivo persistono incertezze con la terapia staminale; la farmacopea corrente è abbastanza valida per fronteggiare tali patologie; il discorso cambia quando entrano in gioco le Malattie Ereditarie Rare, le distrofie muscolari la SLA e tante altre malattie che non riconoscono alcun trattamento: per tutte queste patologie le cellule staminali rappresentano l’ultima spes alla quale si aggrappano migliaia e migliaia di famiglie. Per questa moltitudine di persone, in genere familiari, costretti ad andare incontro a decreti Balduzzi, a chiusura di centri per mancanza di fondi, a spostarsi in luoghi distanti anche migliaia di chilometri, a fidarsi, a pagamento, dell’ultimo centro aperto, si dischiude un vero e proprio calvario. C’è poi il rischio che tanta gente speranzosa cada vittima di speculazioni pecuniarie o di ambizioni carrieristiche di medici ambizioni ed incoscienti».

Il dottore Messina ha concluso affermando che «occorre tenere gli occhi bene aperti perché buttare la spugna è sconveniente in questo momento, date le tante possibilità che offrono le staminali, anche perché si offrono, a pieno titolo, in un futuro abbastanza prossimo, per la cura di quelle malattie che ancora affliggono gli uomini ad inizio del terzo millennio: i Tumori».

Il Prof. Enzo Di Natali ha affrontato la tematica del dibattito etico sul cellule staminali evidenziando tra l’altro, che: «Nel decennio 2001-2010 abbiamo assistito ad un caloroso dibattito etico sulle cellule staminali. Complessivamente l’impiego di queste cellule non suscitano alcun problema etico, tranne la fonte da dove esse vengono prelevate. Infatti, noi abbiamo diverse fonti di prelievo: sangue periferico, cordone ombelicale, mesenchimali ed embrionali. Recentemente sono state individuate cellule staminali in quasi tutti gli organi del nostro corpo. Tra le fonti sopra menzionate, le uniche che sono oggetto di dibattito etico sono quelle embrionali, poiché il loro prelievo comporta la distruzione dell’embrione umano, che, secondo la genetica moderna, soprattutto dopo la conoscenza del genoma umano, è l’inizio di una vita umana individuale, nei confronti della quale nessuno ha il potere di distruggerla. Da quel momento,questa vita umana individuale necessita il massimo rispetto».