“Chiediamo alla amministrazione dei vigili del fuoco di farsi carico della soluzione della problematica relativa all’ingente costo che i vigili del fuoco quotidianamente devono sostenere di tasca propria per recarsi a prestare servizio sull’isola di Lampedusa, a seguito del venir meno della convenzione con la compagnia DARVIN AIRLINE SA”.
E’ la richiesta di Giuseppe Musarra, segretario regionale del Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco, il quale sottolinea “l’estremo disagio economico imposto ai vigili del fuoco che non sono residenti sull’isola ma che su questa vengono comandati a prestare servizio per precisa assegnazione dell’ammiistrazione”.
Musarra, nel recepire le segnalazioni del segretario Conapo di Agrigento Antonio Di Malta, ha chiesto un intervento risolutore da parte del direttore regionale dei vigili del fuoco Ing. Emilio Occhiuzzi, per quella che gli stessi vigili del fuoco non esitano a definire “una paradossale situazione, ovvero il dover sostenere costi altissimi per recarsi al lavoro” a causa della distanza dell’ isola di Lampedusa, sovente raggiungibile solo in aereo.
Sulla questione è anche intervenuto il segretario generale del Conapo Antonio Brizzi, il quale ha dichiarato l’intenzione di voler “portare il problema all’attenzione dei vertici del dipartimento dei vigili del fuoco poiché è assurdo che vigili del fuoco debbano spendere cosi tanti soldi per andare a lavorare, tenuto conto che non viene loro nemmeno concessa la tariffa di miglior favore prevista per i residenti sull’isola di Lampedusa, a causa del fatto che si tratta di personale pendolare residente altrove ma assegnato a Lampedusa”.
“Già i vigili del fuoco sono il corpo dello stato trattato peggio in quanto a retribuzioni e pensioni, difatti percepiamo circa 300 euro al mese in meno e andiamo in pensione 5 anni dopo – ha spiegato il sindacalista Brizzi – e a questa già assurda situazione la nostra amministrazione non può permettere che si aggiunga il pesante onere di doversi pagare i viaggi aerei per recarsi al lavoro, tenendo presente che, sovente, via mare non è possibile trasferirsi, o quantomeno farlo compatibilmente con gli orari di lavoro. Spese che superano anche i 5000 euro all’anno”.












