I familiari di Salvatore Zarcone e Massimo Perricone, dispersi dal 24 marzo dopo una battuta di pesca nel Golfo di Palermo, hanno identificato i due cadaveri recuperati oggi in mare dalla guardia costiera.

Il corpo di un terzo diportista che era con loro su una piccola imbarcazione in vetroresina, Davide Arena, era stato ripescato poche ore dopo il naufragio. L’identificazione delle vittime da parte dei familiari è avvenuta subito dopo l’arrivo in porto della motovedetta della capitaneria.


A segnalare la presenza dei cadaveri ai Carabinieri è stato un brigadiere dell’Arma in congedo, che li ha avvistati nei pressi del litorale di Ficarazzi. I due corpi sono stati trovati a pancia in giù. Nonostante i 19 giorni trascorsi in fondo al mare bloccati dalle numerose reti che si trovano nel fondale, i corpi di Zarcone e Perricone erano in buono stato.

La corrente giorno dopo giorno ha consentito ai due cadaveri di riaffiorare, quasi nello stesso punto dove erano affondati la domenica delle Palme. Il medico legale che ha eseguito l’ispezione cadaverica ha confermato che i due sono morti per annegamento. I corpi sono stati restituiti alle famiglia per celebrare i funerali. Dolore e rabbia dei parenti dei diportisti nella sede dei mezzi nautici della Capitaneria dove si è svolto il riconoscimento. Alcuni familiari sono stati soccorsi dagli operatori del 118. A sostenerli anche alcuni psicologi.