
All’indomani della comunicazione della proclamazione del fermo dal 19 al 24 maggio, un coro di “no” si è sollevato da politici ed istituzioni e, naturalmente, dalle associazioni che non lo hanno proclamato perché, a loro dire, l’economia, in questo particolare momento, ne soffrirebbe troppo. Inoltre, sempre a loro dire, la protesta non avrebbe senso senza il governo. “A questo coro – dice Salvatore Bella, presidente dell’Aitras Trasporti Campobello di Licata -, rispondo ribadendo che il governo c’è, visto che c’è stato per firmare numerosi provvedimenti in favore di politici e associazioni nazionali (vedi in particolare i 400 milioni di euro che andranno in buona parte al rimborso sui pedaggi autostradali) e, per quanto riguarda l’economia, continuando a tacere, la morte è comunque inevitabile”. “Aggiungo – prosegue -, relativamente al governo regionale, esistente sulla carta ma assente concretamente, nonostante abbia cambiato assessore, il direttore generale Vincenzo Falgares e lo staff del dipartimento trasporti è invariato, quindi perfettamente a conoscenza dei tavoli già istituiti, dei problemi affrontati e delle soluzioni proposte, rimaste sulla carta: non ci sono alibi né scuse, questo governo regionale deve muoversi.
Giovanni Blanda
I numeri
Il settore che in Italia garantisce più dell’85% dei trasporti di merce, ma che, scavalcato da imprese estere autorizzate a operare sottocosto sul territorio italiano, subissato dai debiti sopravvive solo ai margini della legalità.
Con 5000 imprese chiuse negli ultimi sei mesi del 2012 (2200 in procedura fallimentare), 80.000 dipendenti a rischio disoccupazione nel 2013 ,il 70% delle imprese con un monte debiti che conduce inevitabilmente al fallimento e il 21% dei traffici ormai “conquistati” da aziende dell’est europeo, che beneficiano di costi fuori controllo e di controlli inesistenti, la sicurezza sulle strade italiane non esiste ormai più.
I dati parlano da soli: 32.000 mezzi pesanti viaggiano in Italia senza copertura assicurativa rca, 12.000 mezzi industriali sono custoditi in depositi giudiziari, 18.000 i veicoli abbandonati dalle aziende cannibalizzati per recuperare pezzi di ricambio. IL 27% dei veicoli pesanti non è in regola, il 14% viaggia senza alcun rispetto dei tempi di guida e di sosta, il 7% non è in regola con le revisioni, il 5% viaggia in sovraccarico. Mediamente ogni giorno almeno due Tir sulle strade italiane finisce “fuori controllo” o si ribalta. Quale via d’uscita?
Salvatore Bella

















