Sei mesi di reclusione e pagamento delle spese processuali con il beneficio della sospensione condizionale della condanna. E’ questa la pena, inflitta, dal giudice monocratico penale di Canicattì, Graziella Luparello nei confronti di R.M.  25 anni residente in città che doveva rispondere delle ipotesi di reato di occupazione di edificio e deturpamento di proprietà altrui.

Secondo il capo di imputazione l’uomo infatti avrebbe occupato un alloggio popolare al piano rialzato del complesso di proprietà dell’Iacp di Agrigento che si trova in via Pistelli nel centro di Canicattì. L’accertamento dell’arbitraria occupazione dell’immobile venne effettuato il 21 maggio di quattro anni fa dalle forze dell’ordine che provvidero a segnalare  il canicattinese alll’autorità giudiziaria.


L’uomo, assistito dall’avvocato Giovanni Salvaggio, si è sempre difeso sostenendo la completa estraneità alle accuse ritenendole infondate. Anche il pubblico ministero di udienza Manuela Sajeva al termine dell’istruttoria dibattimentale aveva concluso nella sua requisitoria chiedendo l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste o perché non era stata raggiunta la prova così come l’avvocato difensore Giovanni Salvaggio.

Di parere del tutto diverso il giudice Graziella Luparello che oltre a condannare l’imputato  ha ordinato la trasmissione degli atti del procedimento alla Procura per la valutazione di altre eventuali ipotesi di reato a carico dell’imputato e di un teste apparso in sede di esame reticente.

L’amministrazione comunale,  ha incaricato il comando dei vigili urbani di effettuare un censimento su tutti gli stabili disabitati della città. A condurre le indagini, casa per casa, è l’ispettore Vincenzo Li Calzi che giornalmente verifica quali sono gli appartamenti che risultano disabitati.

L’amministrazione comunale, ha predisposto un vero e proprio censimento in modo da comunicare all’Istituto autonomo case popolari di Agrigento, quali appartamenti risultano inutilizzati.

L’ultima esposto riguarda un immobile sito in via Gorizia al civico numero 2, occupato abusivamente da una famiglia  che ha sfondato le finestre  e si è insediata all’interno nonostante la casa fosse arredata. In questo caso sono state inviate alla Procura degli atti che accerterebbero anche altre ipotesi di reato.