Una scossa di magnitudo 3.5 è stata registrata alle 15.04 sull’Etna. L’evento è stato nettamente avvertito in molti paesi alle pendici del vulcano e anche a Catania. L’ipocentro è stato localizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a 1,5 chilometri a nord-est di monte Arciuti, in territorio di Zafferana Etnea, e a una profondità di 2,9 chilometri.
L’evento non è stato preceduto o seguito da altre scosse. Secondo quanto si è appreso dalle sale operative di carabinieri e vigili del fuoco non ci sono state segnalazioni di danni a cose o persone. A Catania è stata evacuato, per precauzione, l’edificio che ospita l’Agenzia delle entrate, ma non è stato necessario eseguire alcun sopralluogo sulla stabilità.
“È un terremoto di origine vulcanica”, ha detto il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato. “Il terremoto – ha aggiunto – è avvenuto proprio sotto l’Etna, vicino ai crateri centrali, nella zona più a Est, in direzione del mare”.
Il terremoto di questo pomeriggio rientra “perfettamente nella normalità” del comportamento dell’Etna: “La sismicità in questo settore del vulcano è normale perché nel versante orientale si concentra il maggior numero delle faglie presenti sotto il vulcano”, ha spiegato il vulcanologo Domenico Patanè, della sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
“È usuale per l’Etna avere terremoti con magnitudo simili a quella del sisma di oggi” e l’evento, ha aggiunto, si spiega alla luce del recente comportamento del vulcano: “Da qualche settimana si sta registrando una ripresa dell’attività del vulcano, probabilmente legata alla risalita del magma”, ha detto ancora Patanè. Bisogna considerare, ha detto ancora, che fino al febbraio scorso l’Etna ha avuto una costante attività eruttiva, “adesso si è ‘sgonfiato’ e si prepara a una nuova ripresa”. Si nota infatti, ha concluso Patanè, un rigonfiamento legato alla risalita di nuovo magma.












