L’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento è partita da una denuncia ben precisa: a Canicattì vi è un romeno che estorce denaro a suoi connazionali che lavorano nelle campagne alla periferia della città. Una denuncia, fatta alcune settimane addietro da alcuni connazionali stanchi di essere vessati che si sono rivolti alle forze dell’ordine facendo partire le indagini per cercare di dare un nome ed un volto a colui il quale, chiede a fine giornata lavorativa che gli vengano ceduti dieci euro a persona, tra coloro i quali sono impiegati in questo periodo nella raccolta dell’Uva Italia o in altre attività agricole in queste zone della provincia di Agrigento. I firmatari, nell’esposto, hanno raccontato episodi e retroscena di questa attività illegale di caporalato che viene messa in pratica da questo loro connazionale, indicandone anche il nome. In particolare, secondo quanto affermano le vittime, l’uomo ogni mattina con i suoi furgoni, sarebbe solito in piazza San Diego, arruolare una settantina di operai da smistare nelle aziende agricole che operano in città ed anche in altri comuni dell’hinterland. Poi, a fine giornata e dopo che questi hanno concluso la loro attività a fronte dei 30 euro guadagnati nelle ore di duro lavoro nei campi, ne pretenderebbe 10 a testa. Così, per lui scatterebbero alti guadagni giornalieri, mentre ai lavoratori non rimarrebbe altro che la miseria dopo una giornata di fatica nei campi. Una attività, che l’uomo manderebbe avanti da agosto a novembre (periodo della raccolta dell’uva) per poi sparire e far ritorno a Canicattì l’anno successivo sempre nello stesso periodo. I firmatari dell’esposto, inoltre alle forze dell’ordine indicano anche i mezzi, due furgoni con i quali l’uomo porterebbe con se gli operai in questo giro di caporalato attuato nelle campagne agrigentine. Molte persone, hanno inoltre dichiarato coloro i quali hanno trovato la forza di denunciare questo sistema illegale, non parlano per paura di perdere il proprio posto di lavoro. Chi si ribella, infatti, l’indomani viene lasciato a casa oppure massacrato di botte. Una situazione questa che andrebbe avanti dal 2008 ad oggi e che mai nessuno ha saputo debellare. Per controllare che tutto vada per il verso giusto, l’uomo inoltre manderebbe insieme ai gruppi di operai anche alcuni suoi fratelli con il solo compito di osservare che tutto proceda bene. In questa, vicenda diversi imprenditori agricoli sarebbero anche complici, perché nonostante siano a conoscenza della situazione, non hanno mai denunciato nulla perché consapevoli che con questo sistema la manodopera viene pagata ad un prezzo nettamente inferiore. Dopo l’esposto sono partiti in città i controlli.
CARMELO VELLA












