Riceviamo e pubblichiamo:

Io sottoscritto avv. Salvatore Manganello, del foro di Agrigento, quale difensore e procuratore speciale dei familiari della vittima sig. Lo Coco Calogero, costituitisi parti civili nel processo de quo, vi chiedo di rettificare la notizia come di seguito precisato:
1. non corrisponde a verità che gli imputati hanno aggredito la vittima sapendo che era affetto da enfisema polmonare;
2.il sig. Lo Coco non era affetto da malattie croniche quali asma, bronchite cronica, diabete ed altro e ciò è stato accertato e confermato sia dal consulente del Pubblico Ministero che dai periti della Corte di Assise;
3.tutti i periti hanno concordato che la morte è derivata da asfissia meccanica da intasamento di sostanza dall’esterno con una differenza che il consulente del PM ha concluso per un intasamento dalle vie respiratorie mentre i periti hanno ipotizzato come alternativamente possibili sia l’intasamento dall’esterno per le vie aeree sia da materiale biliare; inoltre i periti non hanno scelto una delle due soluzioni come esclusiva rispetto all’altra.
4.in attesa delle motivazioni della sentenza, appare fondato ritenere che la Corte di Assise abbia valorizzato altre circostanze che l’hanno indotta alla riqualificazione del reato contestato ed ha condannato gli imputati al risarcimento del danno nei confronti delle parti civili  da quantificarsi in separata sede determinando una provvisionale pari a 40.000,00 euro ciascuno per i figli, a 20.000,00 euro per la madre e 5.000,00 euro ciascuno per le sorelle (n.7) ed il fratello.
Ritengo che ogni altra valutazione debba essere rinviata al momento del deposito delle motivazioni della sentenza, tenuto conto del fatto che, comunque, la sentenza ha escluso che la vittima sia deceduta per cause naturali ma che è stata uccisa, al di là delle qualificazione del tipo di omicidio, dagli imputati.