Si aggiunge un nuovo tassello all’inchiesta sulle richieste di indennità di malattia e di maternità erogate dall’Inps di Agrigento nel 2012 ai braccianti che operano a Canicattì ed in altri paesi dell’hinterland come ad esempio: Naro, Ravanusa, Castrofilippo, Campobello di Licata e Camastra comuni che vivono prevalentemente di agricoltura. Su ordine della Procura, che conduce le indagini, gli investigatori in questi giorni hanno effettuato delle perquisizioni ed acquisizioni di documenti in diversi studi medici che operano ed hanno sede a Canicattì. Sotto la lente degli inquirenti sono finite alcune attestazioni di malattia rilasciate dai medici di base le quali sostenevano che i loro pazienti erano affetti da “Lombosciatalgia”. Ad insospettire gli inquirenti il gran numero di certificati rilasciati in tal senso e tutti con la stessa identica patologia. Secondo indiscrezioni, che non vengono confermate ma nemmeno smentite, irregolarità in tal senso sarebbero state riscontrate dagli inquirenti in almeno quattro studi medici che operano in città e da dove sarebbero stati emessi la gran mole di certificati che avrebbero permesso ai braccianti e non solo ad essi di godere dell’indennità di malattia e quindi delle somme erogate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale di Agrigento. L’inchiesta è stata avviata qualche mese addietro direttamente su segnalazione dell’Inps Nazionale, dopo che l’ente di previdenza sociale ha notato che l’anno scorso le richieste per entrare in possesso dei soldi che vengono liquidati in questi casi circa 2000 euro a lavoratore, sono aumentate del 100% passando da circa 9000 del 2011 ad oltre 20000 del 2012. Facendo alcuni calcoli, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, ha erogato circa 40 milioni di euro in indennizzi a braccianti e lavoratori del settore agricolo che hanno dichiarato essersi ammalati o in maternità nel corso del 2012. L’inchiesta della Procura, in questi mesi ha visto l’acquisizione di atti e documentazione presso la sede Inps di Canicattì e presso quella centrale di Agrigento. Il sospetto è quello che parecchie persone, presentando false certificazioni mediche e soprattutto false attestazioni di assunzioni da parte di aziende agricole che operano nella zona abbiano potuto usufruire di questo genere di indennizzi da parte dell’Inps. Infatti, per potere accedere al beneficio e quindi al contributo economico da parte dell’Istituto nazionale di previdenza sociale occorre essere in possesso di determinati requisiti come ad esempio per quelli assunti a tempo determinato dimostrare di avere svolto funzioni in agricoltura per un minimo di 51 giornate lavorative. Coinvolti nelle indagini alla luce di quanto avvenuto ci sono adesso anche medici compiacenti che avrebbero, come detto, attestato patologie cliniche non vere per giustificare lo status dei loro pazienti. Alcuni dei medici e dei professioni sono stati anche sentiti dagli inquirenti. La “Lombosciatalgia” è letteralmente un dolore che attraverso la regione lombare si trasmette al nervo sciatico infiammandolo.
CARMELO VELLA












