Chiedono una legge regionale che predisponga maggiori strumenti finalizzati al ritrovamento dei loro cari e il prossimo 9 settembre protesteranno davanti la sede dell’Ars per ottenerla. Sono le famiglie delle persone scomparse – oltre 2.400 dal 1973 ad oggi in Sicilia – alcune delle quali hanno partecipato stamani all’incontro tenutosi a Palazzo delle Aquile col sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il primo cittadino ha dichiarato che “ogni 3 agosto sarà la Giornata dedicata alle persone scomparse”. Lo stesso giorno in cui 6 anni scomparivano Antonio Maiorana e il figlio Stefano di 22 anni. La madre, Rossella Accardo, da anni è impegnata in prima persona per scoprire la verità su quella misteriosa scomparsa, e “la sua battaglia – precisa Orlando – è stata sposata dal Comune”.


“Ringrazio il sindaco Orlando per aver deciso di dar voce alle persone senza voce – ha dichiarato Rossella Accardo –. Troppi quesiti restano senza risposta, eppure le indagini vengono chiuse”. A sei anni dalla scomparsa del marito e del figlio, la donna ha precisato: “Non è stata la mafia come affermano i pentiti, e gli stessi carabinieri escludono l’allontanamento volontario. Voglio conoscere la verità”.

I familiari delle persone scomparse chiedono al parlamento regionale una normativa per l’impiego di schermi interattivi in tutti i luoghi pubblici in cui far scorrere le foto delle persone, e una legge organica che preveda strumenti aggiuntivi rispetto alle indagini della magistratura attraverso l’impiego di tutti i mezzi tecnici attualmente non disponibili come i cani molecolari per le ricerche.

Ma l’attenzione degli intervenuti a Palazzo delle Aquile si è concentrata anche e soprattutto sul caso di Marcello Volpe, il giovane scomparso da Palermo il 12 luglio 2011 che sarebbe stato avvistato da un italiano a bordo di una metropolitana a Parigi lo scorso 16 luglio e riconosciuto successivamente da altre persone nella capitale francese. “Ho inviato una lettera al sindaco Delanoë chiedendo il suo aiuto nelle ricerche – ha affermato Orlando – e reso nota l’iniziativa anche all’ambasciata italiana a Parigi il 29 luglio. Un’ulteriore lettera è stata indirizzata anche al ministro Emma Bonino”.

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