Si è presentato dal suo ex datore di lavoro con tre complici pretendendo una buona uscita superiore al dovuto. Ma l’imprenditore non si è fatto intimidire e non si è piegato alla richiesta del denaro dell’ex dipendente e dei tre complici che lo hanno spalleggiato.

I fatti risalgono alla fine del mese di maggio quando, il titolare di un’azienda di noleggi di mezzi per l’edilizia che opera in provincia di Catania, ha subito la richiesta di circa 11 mila euro avanzata Salvatore Cosimo Scuto, suo ex dipendente, alla quale hanno fatto seguito ripetute minacce.


Appreso dell’estorsione in corso, la polizia di Catania ha avviato una mirata attività di indagine, anche di tipo tecnico, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nel corso della quale sono stati monitorati alcuni appuntamenti in cui l’ex dipendente, spalleggiato da Cutuli Andrea Diego e dal pregiudicato Saitta Alfio, Concetto intimava alla vittima di pagare “se vuole tornare a casa tranquillo”.

In un altro caso, invece, Scuto si è presentato nella sede dell’azienda insieme al pregiudicato Papa Giovanni e, non essendo presente l’imprenditore, lo ha contattato telefonicamente, passando la comunicazione al suo complice il quale, al diniego dell’interlocutore ad incontrarlo, con tono aggressivo ha avvisato la vittima: “Io la sto aspettando qua ed è meglio che non passa”.

Lo scorso 5 agosto le richieste si sono fatte più pressanti, Papa e Scuto hanno aspetto l’imprenditore picchiandolo con pugni e calci, ma l’immediato intervento degli agenti della squadra mobile di Catania, appostati nei pressi della ditta, ha evitato il peggio. I due sono stati bloccati e arrestati.

Sulla scorta degli elementi acquisiti e grazie alla testimonianza della vittima che ha confermato i fatti, la Procura Distrettuale della Repubblica ha richiesto al gip la convalida degli arresti nei confronti di Scuto e Papa avanzando istanza, al contempo, di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti anche di Cutuli e Saitta, a carico dei quali erano stati acquisiti univoci e concordanti elementi di responsabilità in ordine al medesimo reato. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di piazza Lanza.