Depositata la motivazione della sentenza con la quale il Tribunale di Agrigento ha assolto tra gli altri un magistrato, S.G., presidente di Sezione del Consiglio di Stato, cui era stato contestato il reato di falsità ideologica per avere, secondo l’ipotesi accusatoria, nella qualità di collaudatore certificato falsamente la collaudabilità del del primo lotto di lavori relativi ad alcune opere di urbanizzazione primaria e secondaria, tra cui una piscina, in Cattolica Eraclea. I militari della Guardia di Finanza avevano riscontrato l’incompletezza di alcuni lavori; e pertanto le opere non avrebbero dovuto essere collaudate. Ma i difensori del magistrato amministrativo, gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Arnone, hanno sostenuto che il collaudo ha lo scopo di verificare che i lavori sono stati eseguiti in conformità alle previsioni progettuali; altra cose è la agibilità, che attiene alla concreta funzionalità dell’opera ed alla sua fruibilità. Il magistrato aveva espressamente rinunziato alla prescrizione; il Pubblico Ministero aveva concluso chiedendo l’assoluzione del magistrato. Il Tribunale di Agrigento, Prima Sezione Penale, presidente Giuseppe Melisenda Giambertoni, relatore Maria Alessandra Tedde, condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Arnone ha assolto il magistrato amministrativo “perche’ il fatto non sussiste”, avendo riscontrato che le opere ritenute incomplete dalla Polizia Giudiziaria non risultavano contemplate fra le previsioni progettuali.