In città il fenomeno dell’occupazione abusiva di alloggi popolari non è nuova. Se prima le istituzioni avevano mostrato una sorta di tolleranza chiamando in causa lo stato di necessità, adesso sembra esserci un’inversione di tendenza.
Lo dimostra ad esempio, una recente sentenza di condanna, in primo grado, di G.C. che circa 2 anni e mezzo fa, sfondando una finestra, occupò un alloggio popolare sito in largo Gorizia al numero civico 2, dove all’interno erano ancora presenti mobili e arredamento di chi ha avuto il possesso della casa fino a quel momento.
In quell’occasione fu sporta regolare denuncia al fine di far prevalere la legalità che, in un certo senso, ha avuto la meglio grazie alla sentenza di condanna. Adesso, in seguito a degli sviluppi relativi all’ammodernamneto della casa senza nessuna autorizzazione e senza nessun titolo per farlo, il legale che si occupa del caso, ha presentato un nuovo esposto denuncia specificado, oltre all’occupazione abusiva e al furto del materiale contenuto nella casa, altri reati che riguardano coloro che avrebbero aiutato la famiglia ad entrare nell’abitazione.
L’avvocato ha anche diffidato il comune di Canicattì e lo Iacp al fine di richiedere, con estrema urgenza, lo sgombero immediato della famiglia abusiva che, in caso di condanna definitiva, dovrà anche risarcire i danni arrecati a tutto il mobilio.












