Rosario-CrocettaUna busta indirizzata al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, contenente un proiettile è stata intercettata dai sistemi di controllo a Palazzo d’Orleans. La missiva è stata affidata agli investigatori che poco dopo hanno chiarito che si tratta di una cartuccia inesplosa per mitraglietta. “Questo è ancora più inquietante” ammette il governatore, oggi a Catania per presentare il piano Zfu a Librino e il nuovo progetto della cittadella giudiziaria in municipio. Crocetta arrivato nella chiesa della Resurrezione, nel popoloso rione periferico della città etnea, è apparso provato. Volto teso, ma piena consapevolezza sul da farsi.

“Intensificheremo l’azione antimafia in modo ancora più forte. Questo è il risultato anche di chi con toni verbali estremizza. Quando si parla di colpi di Stato alla siciliana uno degli esempio è questo” dice senza mezzi termini ai microfoni, facendo chiaro riferimento alle parole pronunciate ieri dal coordinatore di Forza Italia, Vincenzo Gibiino a Taormina.


“Cosa cambierà? Mi sono candidato alla presidenza alla Regione per decidere di buttare fuori la mafia e il malaffare. Questo mio programma sarà portato avanti fino in fondo, anche correndo i rischi più estremi. Da presidente della Regione ho ricevuto una serie di minacce che non ho neanche reso pubbliche. Del resto ho toccato e denunciato tante cose, abbiamo denunciato il malaffare delle Asp, nella sanità, nelle assicurazioni, nei beni culturali, nei lavori pubblici. C’è una serie infinita. Nel mio caso dire che non te l’aspetti è proprio guardare la rubrica telefonica…”.

“Un pò di altre denunce ce l’ho ancora nel cassetto da presentare. Io ho sempre avuto questa logica sin dal momento in cui sono diventato sindaco. Il giorno in cui sono diventato primo cittadino mi hanno minacciato e l’indomani, siccome a farmi quelle minacce era chi gestiva i lavori di somma urgenza, all’indomani ho abolito i lavori di somma urgenza. Prenderemo – ha annunciato Crocetta – altre misure ancora più pesanti e altre denunce che attendono, che bisognerà fare, con uno sforzo e con un impegno antimafia senza precedenti”.

“Giusto per rispondere a Silvio Berlusconi: questa Zona franca urbana era bloccata dal 2009, quando il governo di centrodestra non fece alcunché” aggiunge Crocetta tornando sulle accuse di “grave immobilismo” che gli sono state mosse dal leader di Forza Italia. “Nella migliore delle ipotesi – ha aggiunto Crocetta – il governo nazionale aveva approvato tre sole zone franche urbane, una a Librino, una a Gela, una ad Erice. Noi ne abbiamo approvate 18 compresa Lampedusa, quella Zona franca urbana che promise a Lampedusa e per cui non aveva fatto nulla. Altro che governo immobile. È un governo invece – ha sottolineato il governatore Crocetta – che l’anno scorso ha utilizzato tutti i fondi europei, ha messo 150 milioni euro, e nella prossima programmazione metteremo altri 150 milioni euro di euro”.

“La Zfu è un’occasione unica per lo sviluppo di quartieri come Librino, ma anche di altre zone della Sicilia, dove potranno nascere attività senza pagare tasse e contributi ai lavoratori per cinque anni, e negli altri cinque anni verseranno il 50%. Se questa misura si assomma a quella del piano giovani, che prevede grandi incentivi per gli studi professionale – ha sottolineato il governatore – per le aziende che assumono giovani, praticamente c’è la possibilità per i catanesi non solo di valorizzare Librino, ma di creare imprese veramente concorrenti che possono svilupparsi nel mercato”.

“Penso molto ai giovani senza lavoro – ha aggiunto – a quelli che vogliono aprire piccole attività, a quelli che son abusivi e vogliono regolarizzare, a quelli che hanno impiegati non assunti. Era uno degli impegni che avevo assunto per questo quartiere e l’ho onorato insieme anche alla deliberazione della struttura scolastica superiore che bisogna fare in questo quartiere, che abbiamo già finanziato, insieme alla apertura dell’ospedale”.

Pioggia di solidarietà al governatore siciliano, Rosario Crocetta, dopo l’intimidazione subita. Il senatore Pd Beppe Lumia, tra i leader del Megafono, è stato tra i primi a intuire il pericolo. “Si sta superando ogni livello di guardia. Sono accanto al governatore Crocetta per il grave atto intimidatorio subìto. Sia chiaro il presidente Crocetta sta mettendo in gioco la sua vita colpendo collusioni, affari ed interessi mafiosi in tutti i settori in cui per decenni la Regione ha strutturato un sistema di potere micidiale. È un cammino difficile e rischioso, ma è l’unico cammino che può liberarci della presenza della mafia nei gangli vitali del potere regionale e creare legalità e sviluppo. Gli attacchi che il presidente ha ricevuto lo espongono ancora di più e la politica deve stare attenta al linguaggio che usa. Dichiarare di voler ‘prendere a schiaffì il presidente della Regione o invocare ‘colpi di stato regionalì è pericoloso ed imbarbarisce in modo inaccettabile la legittima dialettica democratica”.

“Esprimo la mia personale solidarietà e quella dell’intero Parlamento siciliano al presidente dalla Regione, Rosario Crocetta, destinatario stamattina dell’ennesima intimidazione”, ha affermato il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone. “La Sicilia – continua Ardizzone – sta vivendo un momento estremamente delicato. È opportuno, da più parti, abbassare i toni e ritrovare la serenità necessaria, per affrontare le numerose e importanti questioni che affliggono la nostra terra e i siciliani. E come classe dirigente dell’isola abbiamo il dovere di farlo al meglio”.

“L’intimidazione al Presidente Crocetta è un atto vile e gravissimo ma anche stupido: solo criminali ottusi dalla loro indole violento possono pensare di scoraggiare un uomo che ha fatto della battaglia contro la mafia e per la legalità la sua ragione di vita”, afferma il segretario regionale dell’Udc Giovanni Pistorio.

Per i deputati di Articolo 4 all’Ars “si tratta di un gesto vile ed antidemocratico che va respinto con forza”. “Le minacce ricevute da Rosario Crocetta sono il segno della disperazione di chi dal percorso di legalità intrapreso dal governo si sente intaccato negli interessi loschi che persegue” afferma Gianfranco Vullo, deputato regionale del Partito Democratico.

“Esprimo solidarietà e vicinanza al presidente della regione Rosario Crocetta per la grave minaccia di cui è stato fatto oggetto. A nome del gruppo Drs lo invito a proseguire la sua azione politica a testa alta” dice Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Democratici riformisti per la Sicilia all’Ars. “Rosario Crocetta ha fatto della battaglia antimafia e delle leggi di riforma strutturale una costante della sua azione politica e di servizio della Regione. Non mi sorprende che i criminali possano annoverarlo tra gli obiettivi da colpire” aggiunge Marco Forzese, deputato regionale Drs e presidente del partito in Sicilia.

“Al Presidente della regione Siciliana, Rosario Crocetta, la solidarietà  a nome di tutto il Partito democratico  per il vile messaggio intimidatorio ricevuto. Condanniamo con fermezza ogni tentativo di violenza e di minacce, auspichiamo che si faccia chiarezza al più presto e si individuino i responsabili” afferma Stefano Bonaccini, responsabile Enti locali del Pd.

Il segretario regionale del Partito democratico, Fausto Raciti: “Esprimo a nome mio e del Partito democratico siciliano solidarietà al presidente della Regione, Rosario Crocetta, per l’intimidazione subita questa mattina. Siamo certi che le forze dell’ordine presteranno la massima attenzione a quanto accaduto, consentendo al presidente di proseguire il suo lavoro in assoluta sicurezza”. Vicino al governatore anche l’ex ministro Udc Gianpiero D’Alia: “Esprimo la mia solidarietà al presidente della Regione, Rosario Crocetta, dopo la grave intimidazione subita. Mi auguro che le indagini portino al più presto a identificare i responsabili del grave gesto”.

“Solidarietà al presidente Crocetta” da Sonia Alfano, eurodeputato del gruppo Alde e presidente della Commissione Antimafia Europea. “Sono certa che nessuna intimidazione farà cambiare percorso al presidente della Regione”, dice Alfano.

“Solidarietà massima al presidente della Regione, Rosario Crocetta per il vile atto intimidatorio di cui stamani è stato vittima” aggiungono in una nota congiunta Riccardo Santamaria, presidente regionale Sos Impresa, e Massimo Giudice, responsabile area commercio Confesercenti Sicilia. “Il suo lavoro quotidiano sta per fortuna offrendo una positiva svolta alla Sicilia e dunque – continuano – dispiacciono questi vergognosi e preoccupanti episodi che sono il frutto di chi si oppone a questo cambiamento o il risultato di qualche mente malata che raccoglie le tensioni di una parte politica. A Crocetta l’invito ad andare avanti per dare un reale futuro ai siciliani e a questa terra”.

Solidarietà a Crocetta anche dal presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars, Antonello Cracolici (Pd). “Tutto il mondo del lavoro si schiera al suo fianco”, dice il segretario generale della Uil siciliana, Claudio Barone. “Viva solidarietà a Crocetta” pure dai 5 Stelle Sicilia e dai parlamentari regionali del Movimento: “Il dissenso, anche forte e reiterato per scelte politiche non condivisibili non può e non deve mai oltrepassare il recinto della legalità”. Esprimono “vicinanza” al governatore i deputati del gruppo Pds-Mpa all’Ars Giovanni Greco e Giovanni Lo Sciuto.

Condanna per “la vile intimidazione anonima” arriva dal capogruppo del Ncd all’Ars, Nino D’Asero, a nome dei parlamentari del nuovo centrodestra Francesco Cascio, Vincenzo Vinciullo, Pietro Alongi, Nino Germanà e Enzo Fontana.

Solidarietà al governatore giunge anche da Confartigianato Sicilia, attraverso il suo presidente Filippo Ribisi. Anche il gruppo Grande Sud-Pid Cantiere popolare verso FI esprime in modo convinto e forte la propria solidarietà al presidente della Regione. Solidarietà anche da Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia.

“Siamo certi che queste minacce non fermeranno la sua azione: alla Sicilia serve un progetto forte per riprendere il cammino della buona politica, della buona amministrazione e quindi della crescita”, afferma il vicepresidente di Confindustria con delega all’Education, Ivan Lo Bello. Solidarietà anche dal presidente Irsap Alfonso Cicero, dal segretario regionale Idv Salvatore Messana, dal sindaco di Gela, Angelo Fasulo, dal deputato regionale del Nuovo Centro Destra, Nino Germanà, dal senatore di FI Vincenzo Gibiino, dal deputato regionale Sc Andrea Vecchio, dal presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina, da Francesco Forgione direttore generale fondazione Federico II. Soliderietà e l’invito a proseguire l’opera di rinnovamento dell’amministrazione regionale, giunge da Marco Venturi, componente del Cda del Sole 24 ore.