Una donna di 35-40 anni e un bambino di circa 10 anni sono le vittime certe dell’ultimo naufragio di un barcone carico di migranti a 50 miglia dalle coste libiche da cui era salpato. L’equipaggio del pattugliatore italiano Peluso ha recuperato altre 268 persone che sono state portate a Porto Empedocle (Ag). Dopo l’ispezione cadaverica da parte del medico legale, le due salme sono state trasferite nella camera mortuaria dell’Ospedale Civile di Agrigento. Non si sa ancora se vi siano state altre vittime nel naufragio che dovrebbe essere avvenuto tra sabato e domenica. I migranti saranno interrogati dagli investigatori per capire la dinamica del naufragio e conoscere il numero delle persone imbarcate.
Oltre ai due morti accertati viene fuori la tragedia di migranti in attesa di partire uccisi dai libici raccontata da un uomo che era sul barcone soccorso sabato scorso dalla nave mercantile “Chem Helen”. Il testimone ha raccontato: “Eravamo ammassati in un fabbricato sorvegliati da libici armati di pistole e fucili. Io sono stato picchiato più volte, altri sono stati meno fortunati di me. Molte persone sono state uccise dai libici che continuamente sparavano all’interno del fabbricato a volte per spaventare ma altre colpivano a morte”.
Il sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, dopo lo sbarco delle due salme dice: “Continuiamo ancora il pietoso rituale nella banchina del porto. A volte il mare africano restituisce i poveri resti. Sogni spezzati. Sono oltre ventimila gli uomini, donne e bambini inghiottiti dal Mediterraneo. Una tragedia senza fine”.
I viaggi dei profughi dalle terre martoriate dalla povertà e dalla guerra continuano incessanti. Durante il fine settimana i mezzi aeronavali – dice la Marina Militare – sono stati continuamente impegnati nel soccorso ai numerosi migranti in arrivo dalle coste del nord Africa. Tra venerdì e domenica sera, in particolare, sono state recuperate oltre 2500 persone dalle navi impegnate nell’ operazione Mare Nostrum tra cui le fregate Aliseo e Fasan, la corvetta Sfinge e la nave anfibia San Giusto e gli elicotteri imbarcati.
E stamattina gestori di comunità alloggio e delle case-famiglia che ospitano oltre mille migranti minori stranieri non accompagnati hanno protestato davanti la prefettura di Palermo. I manifestanti, giunti da tutte le province siciliane, chiedono l’erogazione delle rette destinate al sostegno dell’emergenza immigrati da parte della Regione siciliana, non corrisposte dal 2013, e “contestano il disinteresse delle istituzioni comunali di fronte al dramma umanitario e l’assenza di direttive concrete da parte della Regione”.
Il sindacato di Polizia Consap, poi, insieme ad Assotutela, annuncia una class action contro il ministero dell’Interno “in difesa dei diritti dei poliziotti impegnati nell’operazione Mare Nostrum e contagiati dalla Tbc”. La Confederazione sindacale autonoma di Polizia “non ci sta – dice i segretario generale Giorgio Innocenzi – a vedere costantemente in aumento il numero dei poliziotti impegnati nelle operazioni di ‘accoglienza’ profughi contagiati dalla Tbc”.











