Il Gip del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, non ha convalidato il fermo di G.G. accusato di falso e truffa perchè “non c’e’ pericolo di fuga”. Ha però applicato – confermando la sussistenza dell’impianto accusatorio – l’obbligo di dimora in provincia di Agrigento con il divieto di uscire dall’abitazione dalle 20 alle 7. L’uomo che ieri pomeriggio ha lasciato il carcere era stato fermato dalla Guardia di finanza per aver ottenuto 256 giorni di permesso retribuito in un anno e 5 mesi per malattia ritenuta inesistente. Dipendente del Comune di Ravanusa, sembrerebbe essersi “indebitamente assentato dal luogo di lavoro per assecondare i propri interessi imprenditoriali in Romania, producendo all’ufficio di appartenenza false certificazioni mediche a firma del medico di base”. L’inchiesta che è coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale e dal sostituto Andrea Maggioni. intanto, si allarga.
Sul registro degli indagati, oltre all’uomo e al medico che avrebbe attestato le patologie ritenute false ci sono sette fra dirigenti e funzionari del Comune di Ravanusa, ente che sarebbe stato truffato dal professionista cinquantaquattrenne. Gli indagati avrebbero avuto un atteggiamento omissivo nello svolgimento dei controlli. In particolare i finanzieri, nella informativa consegnata al Pm Andrea Maggioni e al procuratore Renato Di Natale che hanno coordinato le indagini, ipotizzano la mancata predisposizione di visite fiscali o altre forme di “giusto controllo reso necessario dalle reiterate assenze per malattia”. Gli altri indagati sono un dirigente dell’Ufficio tecnico; il segretario comunale, l’ex segretario comunale, un responsabile di posizione organizzativa e i responsabili dell’Ufficio personale che si sono alternati fra il gennaio del 2014 e lo scorso maggio, periodo in cui l’uomo sarebbe andato a Romania a curare i suoi interessi imprenditoriali attestando falsamente, sostiene l’accusa, di avere una patologia odontoiatrica che necessitava di cure.











