IMG-20150728-WA0000Il 29 luglio di trentadue anni fa in una afosa mattina di luglio la via Pipitone Federico di Palermo si presentò come la strada di una città appena bombardata. La mafia mise a segno uno dei suoi più efferati crimini con l’uso di un’autobomba che causò la morte del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, mentre stava per entrare in macchina con la scorta. Un massacro di uomini, un agglomerato di macerie, calcinacci, lamiere contorte, vetri infranti e briciole di muri sopra i lenzuoli che coprono i cadaveri. Tutt’intorno, come spettri, gli investigatori e i magistrati, smarriti e increduli.
Tra le vittime l’Appuntato Salvatore Bartolotta, componente la scorta ed uomo di fiducia del magistrato. Il militare era nato a Castrofilippo il 3 marzo 1935. Appena diciottenne era entrato nell’Arma dei Carabinieri e dopo aver svolto servizio in reparti di Caltanissetta e poi Cefalù, su sua richiesta venne trasferito al Nucleo Investigativo di Palermo. Per motivi di lavoro conobbe e si fece apprezzare da Rocco Chinnici, il quale alla fine degli anni settanta quando gli venne assegnata la scorta volle al suo fianco Bartolotta.

Alle 9.30 verrà celebrata una Santa messa in suffragio e la deposizione di una corona nella tomba di Salvatore Bartolotta, nel pomeriggio un torneo sportivo e in serata la proiezione del film di Pif la mafia uccide solo  d’estate.