zona-artigiana-2Un gruppo di persone di buona volontà sabato mattina hanno fatto una esplicita richiesta: manutenere una zona che sta per essere vandalizzata . Il video ha avuto oltre 9000 visualizzazioni, cioè è stato visto da oltre 9000 persone molte delle quali lo hanno anche condiviso. Ciò significa, anche se non siamo li insieme a voi , siamo d’accordo con voi. Tutto questo significherà qualcosa?. Quindi ci si sarebbe aspettato che magari chi preposto a farlo avrebbe comunque mandato qualcuno a fare un sopralluogo, magari per rimettere i blocchi al loro posto, chiudere i bagni anche in maniera posticcia per evitare ulteriori azione vandaliche, magari un paio di giardinieri a vedere lo stato delle piante comprate a suon di euro e mai innaffiate, ricoperte di erba, magari a vedere l’impianto di irrigazione già predisposto  se funziona ancora. Insomma vedere se i diversi milioni di euro spesi possono in qualche modo essere recuperati. Ci sarebbe andata bene anche una presa per il culo. Cosa è successo? Una beata minghia. Scusate per la parola “beata”. Ci sono le parole e bisogna usarle, perché nulla come questa espressione, che qualcuno giudicherà volgare, riesce ad esprimere il concetto. Noi pensiamo che la volgarità sta nella indifferenza, nella strafottenza, nella non considerazione. E allora abbiamo realizzato un video che sintetizza le condizioni in cui versa quell’area costata alla collettività milioni di euro.

Sono finanziamenti europei, quindi anche soldi nostri.Quelle piante sono costate  soldi, ogni singola palma è stata pagata e adesso è moribonda tra le erbacce. E’ normale tutto questo? Ma c’è un signore dietro una scrivania pagato da noi che ha la responsabilità di questo scempio? Possiamo sapere chi è? Possiamo avere una sua foto? Dicono che sia stata omologata , possiamo sapere da chi, come e perchè? Ma se si fosse pagato un custode a vegliare sull’area, lo stipendio corrisposto non sarebbe stato inferiore ai danni a cui è gia stata sottosposta l’area? Chissà cosa ne  penserà la signora Merkel di cosa noi ne facciamo dei fondi europei. Noi abbiamo qualcosa da farle vedere. Ne facciamo una delle tante cattedrali nel deserto? Quella che vedete nelle immagini. Oramai siamo a fine mandato, e queste nostre vogliamo chiamarle “provocazioni” (hahhah provocazioni)? servono a fare capire a coloro i quali intendono andare ad occupare la sedia di primo cittadino, che bisogna partire dalla giusta considerazione delle cose che possediamo. Per il resto crediamo che sia il caso di informare la cittadinanza, gli artigiani, gli imprenditori sullo stato delle cose. Ne hanno diritto più di quelli che andiamo a correre in quell’area ( salvaguardandola). A che punto è questa zona artigianale? Dato che avete fatto conferenze di servizi durante le quali  avete litigato di chi  fosse la paternità di questa opera faraonica, adesso che il bimbo non cammina, chiamiamo all’appello tutti i padri putativi a dare conto… per favore.
La zona artigianale è il simbolo di come riusciamo a spendere i soldi senza che questi producano nulla, è questo il motivo per cui pretendiamo delle spiegazioni. Provate a fare una conferenza di servizi per spiegarcelo. Le spigazioni non le stiamo chiedendo, le pretendiamo!!!