Farmacia4Sono lì che aspettano da anni. Hanno vinto un concorso, ma in Sicilia è uscita solo la graduatoria provvisoria e finché non arriva quella definitiva è tutto fermo. E’ una specie di farmacia-gate quello delle 222 nuove rivendite di medicinali che in base al decreto Monti del 2012 dovrebbero essere aperte nelle zone meno coperte dell’Isola. Dovrebbero ma non possono.

“Da tre anni siamo in uno stato di fortissima ansia – racconta Giuseppe Augello, il più agguerrito degli “idonei” -: mentre nelle altre regioni se la sono sbrigata subito, nella nostra continuano a dirci che stanno controllando la documentazione. Se parliamo con l’assessorato la risposta è sempre identica, prestampata: ‘Ci stiamo muovendo, ci vuole pazienza. Dobbiamo essere precisi per evitare i ricorsi’. Che tanto ci saranno lo stesso. E la cosa assurda è che la graduatoria provvisoria è uscita solo in Sicilia”.


Tutto comincia nel 2012, quando il governo Monti lancia il concorso per creare nuove farmacie in Italia. Doveva essere una procedura rapida, da chiudere entro il 2013. Invece nell’Isola si muove qualcosa solo nel 2015, quando salta fuori questa classifica non definitiva. Contro la quale qualche ricorso è partito lo stesso.

“Io sono al 76° posto – spiega Augello -. Sono di Palermo e lavoro in una farmacia privata, ho un discreto stipendio da collaboratore e non mi posso lamentare, ma c’è anche qualcuno che dopo la pubblicazione della graduatoria ha lasciato il lavoro in prospettiva dell’apertura del negozio. E qualche altro è stato licenziato: ‘Tanto ormai sei titolare’, gli hanno detto. Niente, ci tengono in sospeso. Così a 62 anni mi sono piegato a Facebook e ho creato una pagina per riunire tutti gli idonei del concorso e organizzare una rivolta”.

Mica facile, quando ci sono di mezzo avvocati e soldi da spendere. “Dopo tre convegni regionali in tanti hanno rinunciato, ma un centinaio di noi ha deciso di rivolgersi a due legali per tutelare i nostri diritti; certo, i tempi si allungheranno ancora di più. Mi sono mosso pure in altre direzioni: ho parlato diverse volte con quelli dell’assessorato regionale alla Salute, e anche se me ne vergogno mi sono rivolto a un sacco di politici. Tante promesse, nessun risultato”.

Per l’Asp, che solo ora ha affidato al Dipartimento strutturale del farmaco le verifiche dei requisiti, “è impossibile prevedere i tempi. Il vero problema è il controllo degli idonei che lavorano nelle parafarmacie, mancano troppi dati”.

In termini legali “per una denuncia serve la graduatoria definitiva – dice Augello -. Io non posso credere che la macchina burocratica, per quanto lenta, ci metta così tanto. E’ naturale pensare che ci sia sotto qualcos’altro. Forse è la lobby dei farmacisti che respinge la concorrenza. Ci vorrebbe l’intervento della Corte dei conti. Ma al più presto”.