Oggi siamo in Via Sandro Pertini dove insiste un piccolo parco giochi per bambini. Mi correggo, dove insiste ciò che rimane di un piccolo parco giochi per bambini. Sono tante le segnalazioni che mi sono arrivate sia in redazione che attraverso Facebook.
Quel parco è un vero proprio centro di pericolose trappole per bambini. A prescindere che versa in condizioni igienico sanitari che definirle “vergognose” è un eufemismo, è davvero di una pericolosità inaudita. Sono andato personalmente di proposito per fare le foto e accertarmi quanto dichiarato dai genitori. I giochi sono semidistrutti, privi delle barriere di sicurezza divelte e buttate in mezzo al terreno, il manto di erba sintetica tutto strappato e perfetto per inciamparci sopra e fare cadere i bambini che ci vanno a giocare. Spazzatura dappertutto, le parti metalliche dei giochi arrugginiti, chiodi che fuoriescono, scivoli impraticabili. Insomma più che un parco divertimenti, lo definirei il “parco dei pericoli perenni”. Oltre al pericolo oggettivo, io mi chiedo: ma che messaggio educativo diamo ai nostri figli? Cresceranno pensando che questa sia la normalità? Cresceranno convinti che un parco giochi è un luogo dove distrugere e sporcare siano le cose da fae?
Allora faccio un appello personale, da editore e da genitore al Sindaco Di Ventura. Caro Sindaco senza perderci un solo giorno, perché un giorno potrebbe costare caro a un bambino, o chiudi il parco impedendone l’uso fino a data da destinarsi protegendo in tal modo te e i bambini o ti organizzi per riportalo ad uno stato di paese civile “entro e non oltre”. A proposito di telecamere , il parco andrebbe monitorato al fine di punire pesantemente coloro che realizzano atti vandalici. Detto questo faccio riferimento ad altre due situazioni di pericolo che abbiamo sollecitato un paio di giorni addietro, mi riferisco a Via Giudice Livatino e Via On. Giglia. Voglio dire una cosa molto chiara a tal proposito. Le situazioni in cui c’è il pericolo l’incolumità dei cittadini, non sono soggetti a proroghe.
E fin quando nessuno le evidenzia, vi è la scusa di poter dire” non ce ne eravamo accorti” Tolta questa scusa, mi viene difficile immaginare che un comune con l’organico tra i più numerosi d’Italia, non riesca a trovare due persone di buona volontà regolarmente pagate, che vadano a togliere due pezzi di legno in via On Giglia, che transennino l’inferriata in attesa che venga aggiustata, che aggiustino una caditoia che un fabbro risolverebbe con qualche decina di euro e un’ora di lavoro.
Capisco il nuovo insediamento, capisco gli impegni istituzionali, ma dato che siete un sindaco e 5 assessori, diversi dirigenti e più di un paio di centinai di impiegati, non mi riesce di immaginare che non sia possibile intervenire immediatamente su situazioni di vero pericolo per il cittadino. Spero perdonerai il tono leggermente polemico, ma abbiamo atteso un decennio affinché si potesse avere la speranza di una squadra di persone che riportino questo paese alla normalità. Caro Ettore la normalità ha degli indirizzi precisi, quelli appena citati in questo articolo. Sono impaziente di potere ricevere le foto e il comunicato stampa da parte del Comune che comunica alla cittadinanza che questi problemini ( perché problemini sono) sono stati risolti. Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto in questi lunghi anni; rigirare la testa a chi la gira dall’altra parte. E adesso gurdate le foto e vergognamoci tutti insieme al mio tre… uno due, tre.
Cesare Sciabarrà
























