Protesta autonoma, spontanea e non organizzata in attesa di accogliere Renzi l’11 settembre per mostrare tutto il dissenso contro la #BuonaScuola con una mobilitazione di massa preparata da tempo. Doveva essere la giornata di protesta del mondo della scuola alla Festa dell’Unità in corso a Catania. Docenti, sindacati e studenti si erano dati il passaparola sui social network perché l’annunciata presenza del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini doveva essere un momento di confronto e scontro sulla riforma della legge 107 attuata dal governo Renzi.
La titolare Miur non si è presentata, preferendo stare al fianco delle popolazioni terremotate nel centro Italia. E’ così il sottosegretario alla scuola Davide Faraone ha scelto la strada del confronto diretto, prima in prefettura ascoltando le ragioni dei gruppi del Gae infanzia di Palermo e Catania in prefettura e poi rispondendo alle domande dei docenti durante il dibattito sul palco centrale.
Con lui la responsabile della scuola dei Dem, Alessandra Puglisi che, al contrario ha scelto di rispondere a muso duro alle proteste. Pomeriggio animato da un mondo, quello della scuola, che tra le sue mille sfaccettature, tra concorsi vecchi e nuovi, graduatorie ad esaurimento e mobilità straodinaria, fatica ancora oggi a trovare un equilibrio.
“Quando si fa un piano di assunzioni che coinvolge 180 mila persone, tra chi assumeremo e chi già abbiamo assunto, è chiaro che ci possono essere degli elementi di preoccupazione da parte di qualcuno. Noi abbiamo praticato un cambiamento in un settore come quello della scuola e il cambiamento ha comunque delle problematicità. Le stiamo affrontando tutte” spiega il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.
“In Sicilia avremo 12 mila insegnanti assunti in più rispetto agli anni precedenti – ha aggiunto Faraone – e finalmente diamo il via all’alternanza scuola-lavoro che in una terra in cui manca il lavoro è un tema importante. Poi c’è tutta la questione che riguarda il digitale e il raddoppio dei fondi per il funzionamento della scuola. Un investimento importante che credo debba essere il tema centrale del nostro dibattito. Tutte le questioni di disagio personale dei docenti – ha sottolineato il sottosegretario – le affrontiamo con tranquillità senza alcuna preoccupazione”.
Faraone non si sottrae alle domande che riguardano la politica regionale, lui che rappresenta l’ala dei renziani della prima ora in Sicilia. Fa discutere l’annuncio Crocetta, che proprio in apertura della Festa ha detto di volersi ricandidare alla presidenza della Regione Siciliana.”Io l’ho detto in passato che secondo me c’è bisogno di discontinuità. Il Pd lo abbiamo costruito – ha aggiunto il sottosegretario – sulle elezioni primarie come strumento di selezione della classe dirigente di questo Paese, di questa regione, delle città. Noi non facciamo passi indietro. Chiunque pensi di potersi spendere per la guida della Regione e delle città e pensa di avere un progetto o, come Crocetta, che pensa di avere fatto bene, ha il diritto di presentarsi alle elezioni primarie e conseguentemente verificarlo con i cittadini. Se diranno che va bene, ok”. Alla domanda su una sua possibile scesa in campo come governatore in Sicilia, Faraone ha replicato: “Io candidato? Questo è troppo…”.
Il Sì al referendum è scontato. “Noi abbiamo una nostra posizione sulla Riforma Costituzionale che è stata approvata in Parlamento: è positiva, serve al Paese e la si aspettava da anni. In 30 mesi abbiamo fatto riforme che non si facevano da 30 anni compreso quelle istituzionali. E’ legittima la posizione di D’Alema che dica no, così come è legittima la posizione di chi comunque dice ‘no’ al referendum. Ma noi siamo assolutamente ottimismi sul sì”.
“Noi difendiamo questa azione riformista – ha sottolineato Faraone – e siamo contenti di avere numeri importanti. La Sicilia è stata la regione in cui si sono raccolte più firme in assoluto sul referendum: 83 mila su 600 mila, sono stati costituiti quasi 400 comitati e c’è una partecipazione ampia e diffusa. Siamo assolutamente ottimisti sul sì al referendum”.
Twitter: @LucaCiliberti














