Trovo talmente interessante e opportuno il commento di un ignoto lettore fatto al mio articolo riguardante l’acquisto della macchina tappabuchi, che ho deciso di promuoverlo ad articolo.  Faccio una piccola premessa; credo purtroppo che su diversi punti del suo commento abbia proprio ragione. Ma io non ci posso fare nulla se mi piace pensare che un giorno qualcosa possa cambiare, se i dissuasori acquistati e pagati da noi possano un giorno essere utilizzati per lo stesso motivo per cui sono stati costruiti. Non ci posso fare nulla se non riesco a rassegnarmi al fatto che per pitturare un portone di un palazzo di rappresentanza sono passati quasi otto mesi e non si riesce a farlo e la stessa cosa per l’inferriata di via On Giglia. Non posso rassegnarmi al fatto che non ci è pervenuta in redazione una sola multa per il conferimento fuori dagli orari previsti. Non posso rassegnarmi nel vedere che il parco Pertini è ancora lì abbandonato e distrutto.  Non posso pensare che il nostro lavoro si debba limitare a segnalare  ogni giorno buche e voragini. Vorrei potere scrivere di un paese che cambia, di un paese che ce la fa, di un paese che fa invidia agli altri, di un paese in cui ognuno vorrebbe abitare. Di un paese che ha una direzione da seguire, una visione. Hai ragione amico lettore sono un sognatore e tale voglio rimanere, sapessi quanti hanno tentato di svegliarmi in questi miei 50 anni di vita, ma mai nessuno vi  è riuscito. Non sempre un sognatore rompicoglioni come me non ottiene nulla, qualche piccolo passetto che si è fatto forse , mi piace pensare che sia anche merito di chi come me non smette di sognare.

Ricordati che tutto ciò che oggi è realtà è stato prima solo immaginazione. Solo chi immagina un momndo diverso sta già lavorando affinchè questo accada.
Comunque sia complimenti per il tuo commento. Buona lettura


Cesare Sciabarrà

 

Caro Cesare,

una persona saggia diceva spesso che l’Italia se avesse dato in appalto la guerra, l’avrebbe vinta.

Il paradosso sottintende come sia difficile, anzi impossibile, per gli enti pubblici, gestire direttamente attività e mezzi pubblici. Per guidare quel camion che tu proponi di acquistare, bisognerebbe fare un regolamento per stabilire l’età, il sesso, la corporatura, le inclinazioni religiose e sessuali di tutti coloro i quali contemporaneamente dovrebbero guidarlo (almeno uno al volante, uno alla manovra del cambio, uno addetto ai retrovisori, una quindicina addetti all’erogatore del calcestruzzo) e di chi e quanti dovrebbero stare vicini al mezzo per vederlo lavorare. Non parliamo, poi, della sua manutenzione che diverrebbe ardua impresa programmare in un Comune che dispone di diversi “uffici manutenzione”.

Caro Cesare, non siamo in grado di gestire direttamente la piscina comunale, non siamo in grado neppure di riparare le quattro persiane di Palazzo Stella o di tingerne il portone, non siamo in grado di accalappiare quattro cani randagi che girovagano per le strade della nostra città, non siamo in grado di ancorare i dissuasori in cemento che qualche anno fa sono stati inutilmente allocati sui marciapiedi per impedire ai coglioni di parcheggiarvi l’automobile, non siamo in grado neppure di spalancare i portoni d’ingresso dei palazzi comunali perché forse non si sa bene chi dovrebbe aprirli e poi richiuderli, non siamo in grado neppure di multare chi parcheggia a c…..azzo di cane (abbiamo, infatti, dovuto affidarne la gestione ad una società esterna) etc. etc….. e tu, mio caro amico idealista e sognatore, pensi che mentalità e professionalità da Spoleto possano essere trasferite a Canicattì? Se il Comune comprasse quell’attrezzo, la riparazione diretta di una buca costerebbe dieci o forse cento volte in più di quanto costerebbe se la facessimo riparare con un appalto. Ovviamente un appalto con regole ben precise.