Settant’anni sono già una rispettabile età per una persona. Settant’anni di sacerdozio costituiscono un rarissimo traguardo per un servitore di Dio. In un arco di tempo così lungo si diventa, inevitabilmente, protagonisti della storia di una collettività, si diventa testimoni dell’evoluzione del tempo, delle mode, dei cambiamenti politici.. Si diventa artefici e spettatori di eventi che spesso incidono sulla vita delle singole persone, delle loro famiglie, di un’intera città.
Don Mimì Di Naro, classe 1925, festeggia nel mese di giugno settant’anni di sacerdozio, vissuti prevalentemente nella sua Canicattì, ad eccezione di una parentesi di 24 anni vissuta a Cattolica Eraclea. Non credo che per vitalità vi sia differenza tra l’attività sacerdotale dei primi giorni di sacerdozio e quella che egli, all’età di 93 anni, sta vivendo quale rettore della Chiesa del Carmine. L’età, nel caso di don Mimì, è ininfluente nella sua attività sacerdotale. La vitalità è sempre la stessa. Aver ereditato una Rettoria, quella del Carmine, chiusa da anni ed averla, poi, fatta diventare una delle più frequentate Chiese della nostra città, è il frutto di una instancabile vita parrocchiale che è iniziata nel 1947 e continua, con la stessa intensità, ancora oggi.
Chi volesse oggi incontrarlo, lo trova dalla mattina alla sera nell sua Chiesa del Carmine, ogni giorno, temporali compresi. Arriva alle 7,30 di ogni mattina e sino alla Messa vespertina è sempre li per dare una carezza a chi ne ha bisogno, per dare un aiuto spirituale ai propri parrocchiani, per amministrare con cura e con grande personale generosità la sua Chiesa.
La Chiesa festeggia i suoi 70 anni di servizio instancabile.
Oggi, alle 18 arriva Mons. Carmelo Ferraro, già Vescovo della Diocesi di Agrigento. Poi, il 7 luglio, arriverà anche il Cardinale Francesco Montenegro,













