Il rapporto sessuale non come atto fisico, ma come ‘amore pulito, dall’alto, purificatore’. Era il plagio a cui sei minorenni, tre delle quali intanto diventate adulte, sarebbero state sottoposte da Piero Alfio Capuana, bancario di 75 anni in pensione, da 25 anni alla guida di una comunità laica di ispirazione cattolica che, secondo l’accusa,avrebbe violentato ragazzine di età compresa tra i 13 e 15 anni, anche con la complicità delle madri delle vittime. Capuana si proclama “innocente e vittima di errori di valutazioni giudiziarie”. “Il gip – afferma il suo legale, l’avvocato Mario Brancato – non ha tenuto nella giusta considerazione il rapporto dell’ampia attività difensiva attivata dopo la perquisizione disposta dalla Procura, che non ha interrogato il mio assistito. E’ una persona anziana e malata, ha una grave forma di diabete ed è cardiopatico, il suo stato di salute è incompatibile con la detenzione”.
Alla associazione, fondata da un sacerdote, padre Cavalli, deceduto, e gestita, da anni, da Pietro Capuana, aderiscono circa 5.000 persone. Il gruppo ha un fiorente giro d’affari con la vendita di prodotti agricoli coltivati daglistessi associati.
Le indagini della polizia postale di Catania sono stata avviate nella primavera del 2016, dopo che una madre scopre sul cellulare della figlia minorenne le violenze che la ragazzina subiva, e delle quali parlava con un’amica su una chat.
Intercettazioni e indagini, coordinate dalla Procura distrettuale, hanno permesso di accertare che ragazzine fragili, in 25 anni, venivano selezionate dalle tre donne per essere ‘offerte’ all”Arcangelo’ per la loro ‘purificazione’.
A volte, è emerso, erano le stesse madri, plagiate, a ‘consegnare’ le figlie all’uomo. Le minorenni avevano dei ‘turni’ nella casa dell’uomo: pensavano a lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione e soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo.
Le vittime erano costrette anche a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore per il Capuana e di essere consenzienti alle sue richieste sessuali.
Se rifiutavano erano accusate di essere prive di fede in Dio e anche multate. La Procura di Catania ricostruisce anche di atteggiamenti penalmente rilevanti compiuti anche all’interno del cosiddetto “cenacolo”, dove la Comunità si riuniva con cadenza settimanale per riunioni su argomenti religiosi, in occasione delle quali l’uomo faceva delle “locuzioni” religiose, proclamandosi la reincarnazione di un Arcangelo.
E poi, con una cerchia ristretta di appartenenti alla congregazione, restava a ballare, stringendo a sé e baciando le minorenni. Durante perquisizioni compiute dalla polizia postale è stato sequestrato materiale cartaceo ed informatico, tra cui moltissime delle lettere redatte dalle minorenni e il “registro” con gli elenchi nominativi di migliaia di iscritti.











