Dopo l’iniziativa dei presidi che hanno promosso un incontro con le autorità cittadine per discutere delle criticità che caratterizzano la città, in questi giorni duecento canicattinesi hanno indirizzato una lettera al Prefetto di Agrigento, al sindaco di Canicattì, all’assessore regionale delle politiche sociali ed alle forze dell’ordine per manifestare le proprie preoccupazioni per l’ordine pubblico nel centro storico della città e nelle zone limitrofi.
Aver raccolto duecento firme in un paio di giorni è la dimostrazione di quanto sia sentito il fenomeno della sicurezza in città. Un problema che non può essere sottovalutato poiché sta assumendo particolare rilievo.
Forse è la prima volta che un così folto numero di canicattinesi, senza ingerenza dei partiti politici, manifesta disagio ed insicurezza denunziando la gravità di una situazione sociale che sta creando evidentissime criticità.
Nessuna avversione traspare contro l’accoglienza, ma I firmatari della lettera intendono rappresentare le preoccupazioni generate dall’eccessivo concentramento nella città di soggetti che, a ragione delle diverse proprie culture, spesso sono protagonisti di episodi incompatibili con il vivere civile.
E’ di pochi giorni fa la notizia di un incontro tra il sindaco di Siculiana ed il Prefetto di Agrigento in relazione all’eccessivo numero di migranti presenti in quella città. Il sindaco di Siculiana ha rappresentato al Prefetto l’opportunità di un drastico ridimensionamento del numero dei migranti presenti. E’ ovvio che né il sindaco di quella città né i sottoscrittori canicattinesi della lettera inoltrata al Prefetto ed alle altre Autorità sottintendono alcuna forma di avversione verso i migranti, ma sarebbe estremamente preoccupante se il fenomeno fosse sottovalutato per le innegabili incidenze che esso potrebbe avere nelle comunità ove il rapporto tra cittadini stranieri e popolazione locale sembra essere fuori da ogni oggettiva ragionevolezza.
I sottoscrittori della lettera chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine, maggiore illuminazione delle strade del centro storico, ampliamento e miglior funzionamento dell’impianto di videosorveglianza già installato in alcune strade della città. Ciò anche per contrastare le rapine in danno di esercizi commerciali e le risse che ormai avvengono con patologica frequenza. Chiedono una più accurata pulizia delle strade anche con riferimento a frequenti episodi di defecazione nelle pubbliche vie. Chiedono, inoltre, interventi per contenere il diffuso fenomeno del vagabondaggio ed il controllo di crescenti casi di alcolismo. Nessun rilievo viene mosso nei confronti di cittadini stranieri che vivono e svolgono attività lavorative a Canicattì. Le preoccupazioni vengono generate da quei cittadini stranieri (ed anche italiani) che frequentemente assumono comportamenti che offendono il decoro compiendo azioni che ingenerano notevoli preoccupazioni per la sicurezza.
I firmatari della lettera si attendono provvedimenti tesi a ristabilire condizioni di sicurezza tra la popolazione auspicando che lo Stato faccia maggiormente sentire e vedere la propria presenza, anche con il potenziamento del Commissariato della Polizia di Stato e della Compagnia dei Carabinieri, in una città che è teatro di frequenti atti di violenza.













