“La disponibilità di armi in provincia di Agrigento è preoccupante così come occorre un cambio di passo culturale affinché le persone, piuttosto che risolvere le questioni in maniera autonoma, collaborino e cerchino tutela nelle forze dell’ordine”. Sono queste le parole del procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio che è intervenuto a margine della conferenza stampa svolta questa mattina presso il Comando Provinciale dei Carabinieri nell’ambito dell’omicidio di Baldassarre Contrino, il 73enne ucciso ieri con un colpo di arma da fuoco al torace sopra il suo trattore al culmine di una lite con Vincenzo Galiano, 79 anni, arrestato al termine di una fulminea attività di indagine. Presenti all’incontro con i giornalisti anche il colonnello Giovanni Pellegrino, il tenente Giuseppe Scotto Di Tella ed il capitano Luigi Garrì. Il fascicolo d’inchiesta è coordinato dal sostituto procuratore della Repubblica Chiara Bisso. La dinamica. Sono stati due i colpi di pistola sparati da Vincenzo Galiano all’indirizzo di Baldassarre Contrino intorno alle 9 di ieri mattina. Un colpo è andato a segno uccidendo l’anziano. Il movente dell’omicidio era sembrato in un primo momento legato a questioni di vicinato e confine tra terreni ma non sono escluse altre piste che, al momento, sono al vaglio degli investigatori. Una lite avvenuta qualche tempo fa fra i due in un noto circolo di Favara (mai denunciata) ha aperto nuove possibilità. Ad avvisare dei colpi di arma da fuoco è stata una chiamata al centralino del 112. Questa volta, a differenza di tante altre, determinante è stata la segnalazione di un testimone che ha descritto il colore della macchina su cui era scappato Galiano e, addirittura, riuscendo anche a disarmarlo. La pistola, su cui adesso verranno effettuati diverse analisi, è un’arma di vecchia data. Immediatamente sono scattate perquisizioni simultanee in diverse abitazioni della persona sospettata che è stata trovata presso la propria abitazione in presenza dell’avvocato e con indumenti sporchi di sangue compatibili alla dinamica dell’omicidio. Dopo un lungo interrogatorio in caserma, alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica Chiara Bisso, Galiano è stato arrestato con l’accusa di porto abusivo d’arma da fuoco e omicidio aggravato. Il comandante del gruppo Carabinieri colonnello Giovanni Pellegrino ha sottolineato che “Si è trattato di un episodio che si è risolto grazie al primo intervento con la Tenenza di Favara. Insieme alla Procura di Agrigento, i militari attraverso i pochi elementi a disposizione sono riusciti a fare i collegamenti giusti e immediatamente abbiamo studiato il soggetto, abbiamo effettuato controlli a casa e abbiamo scoperto che l’uomo si era disfatto degli indumenti nel bagno. Solo nel pomeriggio dopo l’interrogatorio abbiamo avuto conferma di aver visto bene”.
Le indagini continuano.












