Riceviamo e pubblichiamo un appello da parte dei fedeli dell aParrocchia della Sacra Famiglia di Canicattì. A questo appello si unisce anche la redazione di canicattiweb, condividendo in pieno il pensiero espresso dai fedeli.

Da un mese a questa parte i fedeli della parrocchia “Sacra Famiglia” di Canicattì sono in fermento per la notizia del trasferimento del parroco don Massimiliano D’Auria, che avverrà il 30 settembre prossimo a Granmichele provincia di Catania diocesi di Caltagirone, dopo sei anni di permanenza.


I parrocchiani subito si sono attivati per una raccolta firme che ha visto quasi 2.500 firme, per chiedere al Padre Generale di Roma dei Vocazionisti, ordine a cui appartiene il parroco e al Padre Provinciale di Napoli di poter deferire di qualche anno il trasferimento di don Massimiliano.

Questo è a dimostrazione  del gradimento del ministero del parroco che insegna ai fedeli di amare Dio, anche concretamente con opere di bene e con tanta umiltà e gioia cerca di dare sollievo a chi soffre.

Non è facile per la parrocchia di privarsi così attento e premuroso ed anche per la comunità canicattinese stessa che negli ultimi tempi ha trascorso un periodo difficile. anche per i giovani che grazie a don Massimiliano si sono avvicinati alla chiesa e che vede ogni giovedì sera alle 20,30 alla Sacra Famiglia tutti uniti nella preghiera ad adorare Cristo eucaristico.

Si ricorda anche la partecipazione di don Massimiliano ai convegni su tematiche diverse.

Sono stati molti i canicattinesi che hanno voluto conferire con l’Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro.

Non si parla di affetto nei confronti di don Massimiliano ma di stima di un uomo di chiesa. Sono pochi i preti di oggi mattatori che riescono a riempire la chiesa per la messa, e lui ci riesce.

Ci sono alcuni dicono che è un prete ed uno vale l’altro, ma forse dimenticano che tanti anni fa in puglia ed esattamente a San Giovanni Rotondo molta gente faceva chilometri su un asino per partecipare alla messa di Padre Pio, per quello che trasmetteva durante l’eucarestia.

Foto: Faraci Photo style