L’Arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro,  fuori sede per impegni pastorali, avendo appreso degli atti sacrileghi perpetrati da ignoti, nel comune di Favara in “contrada Muntagne’, dove è stata decapitata la statua della Madonna e mozzate le mani a quella del Sacro Cuore di Gesù, nell’esprimere ferma condanna per tale ignobile gesto, che offende la comunità ecclesiale e i suoi fedeli, ma non meno quanti hanno a cuore la civile convivenza e il rispetto delle persone e delle coscienze, dichiara:

 


“Sono vicino alla comunità di Favara e ai volontari, offesi dal disprezzo delle immagini di Cristo e di Maria. I segni religiosi come le statue, le croci e le immagini disposte dai fedeli in cima ai monti e sulle strade, ci richiamano al senso del bello, della necessità di camminare e di ascendere nella vita, nella compagnia degli uomini e del Signore.

Preghiamo perciò, perché, noi e gli autori  di questo spregevole  gesto, impariamo ad avere sempre più il culto del bello, del rispetto della natura e dei segni religiosi che manifestano la dignità di ogni uomo e di ogni ricerca di vera felicità”.

“L’empio atto perpetrato alla Muntagne’ di Favara ferisce la comunità ecclesiale e civile della città”. Così l’arciprete di Favara (Agrigento), don Giuseppe D’Oriente, commenta, in una dichiarazione al giornale cattolico diocesano, gli atti di vandalismo che hanno colpito alcune statue che rappresentavano Gesù e la Madonna.

“Certamente gli autori di tali vili atti oltre che squalificare se stessi e dimostrare i loro più bassi istinti e livelli culturali offendono i sentimenti di tutta la comunità favarese che nutre un particolare rispetto e riverenza a tutto ciò che riguarda il sentire religioso. Non posso fare altro che esprimere la mia costernazione e quella di tutta la comunità cittadina di fronte a un simile atto. Mi auguro che gli autori di tale gesto possano prendere coscienza dell’insano atto compiuto e dell’ offesa arrecata a tutta la comunità favarese”, conclude don D’Oriente.