Uno dei coefficienti che si tiene in considerazione quando si misura la qualità della vita di una città, è la viabilità. Se noi dovessimo essere giudicati per questo coefficiente saremmo retrocessi in ultima categoria all’ultimo posto. Il tema della viabilità si tira fuori solamente in campagna elettorale, dopo si ripone nel cassetto e finisce tutto li. La situazione della nostra città è drammatica, davvero drammatica. Vuoi la maleducazione dei cittadini, vuoi l’incapacità da parte di chi dovrebbe educarli, vuoi la mancanza di fantasia nel cercare soluzioni alternative ai oramai preistorici tragitti, in verità girare per Canicattì è un vero stillicidio.
La via Pirandello, che è la via col più alto numero di traverse al mondo quindi la si potrebbe declinare in modo diverso, è una via di Mumbai, con un tasso di inquinamento che se venisse l’Arpa a rilevarlo, gli scoppierebbero le centraline. Largo Aosta in prossimità della scuola Verga è l’esempio di ciò che non dovrebbe essere una via in prossimità delle scuole. Anche li a nostro avviso si potrebbero studiare soluzioni alternative che in passati articoli abbiamo anche proposto, ma puntualmente ignorate. Insomma in due anni non si è stati capaci neanche a provare di affrontare il problema figuriamoci a risolverlo. L’unica cosa che funziona a spese dei cittadini, sono le strisce blu, ma quelle non le gestiscono gli stessi che gestiscono la città. Anche in questo caso il contratto prevedeva il rifacimento periodico degli attraversamenti pedonali, di cui oramai si ha solo un lontano ricordo ( totalmente sbiaditi). Benvenuti a Canicattì la Mumbai siciliana
Cesare Sciabarrà












