Quando la settimana della legalità, diventa la settimana della polemica , forse qualcosa sta succedendo. Forse la popolazione canicattinese che poco ha a che fare con la narrazione che si fa di Casal di Principe, vuole comunicare qualche disagio. Ma andiamo in ordine. Due iniziative parallele, ambedue dedicate alla legalità, alla figura del giudice Saetta e a quella del Giudice Livatino. Alcune associazioni che prendono le distanze dall’amministrazione al punto di fargli trovare chiusa la Tomba dove riposa il Giudice Canicattinese. Nessuna spiegazione che chiarisca i motivi di questa diatriba. Solo supposizioni reciproche e velate accuse, ma nulla di ufficiale che spiegasse il motivo di questa plateale divisione e distanza nel declinare la settimana della legalità. Poi le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho che si lascia andare ad uno sfogo più che legittimo, dinnanzi ad un teatro vuoto o quasi. E allora quel teatro vuoto suscita nel procuratore parole di rabbia che gli fanno venire in memoria la tanto tristemente famosa Casal Di Principe. I canicattinesi come i casalesi( abitanti di casal di principe) ci chiediamo? Chi non si sarebbe indignato dinnanzi a cotanta indifferenza. Assente la società civile , presenti solo le istituzioni.
E’ la stessa sensazione che ho provato io quando dopo avere denunciato lo scandalo dei pozzi di contrada Gulfi e limitrofi , l’on Fava già vice presidente della commissione antimafia , oggi presidente della stessa, venne a Canicattì per chiedere chiarimenti su caso, e a riceverlo non vi fu alcuna Istituzione, ignorato, neanche per un distratto saluto . E pensare che l’on Fava la cui storia personale non ha bisogno di narrazione ha lasciato quel giorno tutti i suoi impegni per venire a chiedere, senza ricevere risposta alcuna, cosa stesse accadendo ai pozzi abusivi di Canicattì. Quel giorno anche io notai quella sala vuota senza la presenza dei rappresentanti delle Istituzioni. Non arrivai a pensare che Canicattì fosse come San Luca in Calabria( i più maliziosi capiranno il riferimento), però provai lo stesso disagio che credo abbia provato il Procuratore . Mi dovetti scusare, senza averne titolo, con l’on Fava che dal suo osservatorio privilegiato aveva sicuramente ben compreso molte più cose di quanto ne abbia potuto comprenderei io. Ma non è l’unico caso in cui il cittadino canicattinese per bene e laborioso ha avvertito lo stesso vuoto che si è avvertito in quel teatro. Perché il cittadino canicattinese oltre al vuoto ha avvertito il fetore delle montagne di spazzatura per mesi in strada, ha dovuto assistere alle varie colorazioni dell’acqua ogni qual volta, dei turni disumani, gliela erogano, ha dovuto subire l’indifferenza su istanze e richieste che non sto qui ad elencare per evitare che questo articolo diventi un tomo universitario. Credo che quella plateale assenza volesse dire molto di più di ciò che si cerca di liquidare come “disaffezione alle istituzioni”, come mancanza di “senso di legalità”.
Perché vorrei ricordare a me stesso , ma riprendo un passaggio del Sig, Procuratore, che la legalità è un percorso che attraversa la quotidianità e le anime di una comunità, che ha dei riferimenti precisi, puntuali, di esempio.La legalità ha una sua quotidianità, una sua frequentazione, una sua rappresentazione. La legalità non è una settimana di iniziative e passerelle, intrise di retorica e belle cravatte, è ben altro. La legalità trattata come la sagra della polpetta, che dura una settimana e che prevede un assordante eco per poi ricadere nel silenzio in cui vive la nostra comunità, non è piaciuta ai cittadini canicattinesi. E’ il loro modo di dirlo, la loro assenza è il loro modo di comunicare, che questo messaggio non ci arriva, non lo sentiamo nostro anche se ogni singolo canicattinese quando si trova fuori da Canicattì ,per fare identificare il paese da dove proviene, non esita un attimo a ricordare che Canicattì è il paese dei giudici Saetta e Livatino. Voglio concludere questo mio pezzo, con la speranza che l’attenzione che il Procuratore Federico Cafiero De Raho ha promesso nei confronti di Canicattì si concretizzi al più presto , perché è quello che sperano tutti i canicattinesi perbene, e vedrà che se si avrà la giusta attenzione nei confronti di questo paese, la prossima volta non basterà lo stadio, altro che teatro.
Cesare Sciabarrà












