A distanza di neppure sei mesi dalla scomparsa di Sebastiano Tusa, l’archeologo di fama internazionale continua ad ottenere successi grazie all’operato degli Avv. Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose, partner di Legali – Avvocati Associati.
Ed infatti, con sentenza n. 771 del 26 agosto 2019, gli Avv.ti Puntarello e Modica sono riusciti a bloccare in via definitiva la realizzazione di un parcolo Eolico Offshore che si sarebbe dovuto realizzare proprio di fronte il Castellodi Falconara in territorio tra Licata (AG) e Butera (CL).
Il progetto era stato fortemente avversato da Sebastiano Tusa nella qualità di Soprintendente del Mare nonché dal proprietario del castello di Falconare, il Barone Roberto Chiaramonte Bordonaro che ricorrendo alla giustizia amministrativa è riuscito ad ottenere, grazie ai propri avvocati, l’annullamento dell’Autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che avrebbe consentito alla società MWO di La Spezia, l’installazione di 38 aerogeneratori, dell’altezza di 130 mt circa fuori dall’acqua, per un investimento complessivo di 150 milioni di euro.
Secondo quanto dichiarato dall’Avv. Giovanni Puntarello: “questa volta si è scritto veramente la parola fine su questa annosa vicenda che ha rischiato di deturpare uno dei luoghi più belli della Sicilia. Avevamo già ottenuto l’annullamento dell’Autorizzazione Unica da parte del Tar Palermo ma quando le associazioni che avevamo già difeso in primo grado insieme a Roberto Chiaramonte Bordonaro, hanno deciso di tirarsi fuori dalla vicenda, lasciando il solo proprietario del castello a difendere la causa, abbiamo avuto qualche preoccupazione. La conferma arrivata dal CGA oltre ad inorgoglirci come professionisti, conferma che avevamo servito una giusta causa.”.
I progetti, che erano stati fortemente contestati dall’opinione pubblica locale, prevedevano la realizzazione del parco eolico in uno specchio di acqua di assoluto interesse, non solo perché antistante il castello di Falconara, che costituisce l’ultima delle fortificazioni della costa meridionale siciliana, a vantare ancora un buono stato di conservazione, ma anche perché situato in un’area di assoluto interesse archeologico ed ambientale.
Ed infatti, negli ultimi anni, l’area interessata dal progetto era stata oggetto di importanti e numerosi rinvenimenti di reperti archeologici.
Inoltre, l’area si trova nel centro di un corridoio migratorio attraversato da alcune specie di avifauna in via di estinzione.
Di conseguenza il CGA ha ritenuto di confermare la sentenza di primo grado che aveva stabilità l’irragionevolezza ed il difetto di istruttoria che affliggevano i provvedimenti impugnati, e ciò confermando integralmente le tesi degli Avv. Giovanni Puntarello e Chiara Modica Donà dalle Rose.











