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Ritorna a Delia Pinuccio di Aldo Rapè

Scritto da il 22 novembre 2019, alle 06:58 | archiviato in Arte e cultura, Costume e società, Cronaca, Delia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Aldo Rapè, l’attore e regista siciliano, torna a Delia. Sabato 23 novembre, metterà in scena, nell’aula consiliare del palazzo municipale, la sua piece teatrale Pinuccio.

E’ la storia di un carusu, racconto di un’imperdibile amore, realizzato dall’Associazione Culturale Teatrale Prima Quinta, con musiche del nisseno Zafarà, per commemorare la tragedia di Gessolungo del 12 novembre 1881, dove morirono 65 minatori tra cui tanti bambini, alcuni rimasti senza nome.

<<Ho già assistito all’evento Pinuccio dell’amico Aldo Rapè, già rappresentato a Delia qualche anno fa. Si tratta di un’opera che riporta in superficie le nostre radici socio-culturali più significative. Anche Delia ha avuto e pianto i suoi carusi – ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri. Bambini sfruttati e maltrattati come schiavi. Costretti a lavorare 16 ore al giorno per un pezzo di pane da portare a casa. Pinuccio aiuta a riflettere, a non dimenticare e noi abbiamo il dovere morale e istituzionale di parlarne per non dimenticare>>.

Sabato Aldo Rapè, regista e attore, farà rivivere, con il suo monologo struggente e intenso, il sacrificio e la condizione dei lavoratori, la loro schiavitù e dignità calpestata, il mondo delle miniere, la storia dei minatori, la dimensione delle zolfare siciliane. Storia di bambini lavoratori, delle loro famiglie. Nel racconto di Rapè c’è la storia della Sicilia, c’è la storia dell’Europa e del mondo intero e l’intento di fare riscoprire al pubblico il mondo delle miniere.

Ci sono storie che nessuno conosce – si legge nelle note di presentazione del progetto teatrale. Forse perché non sono state mai raccontate, storie che non avranno mai fine perché non se ne conosce l’inizio”… La miniera diventa il microcosmo nel quale raccontare tutte le storie del mondo. Un patrimonio inestimabile che appartiene alla Sicilia. Nella messinscena riecheggeranno le immagini e le suggestioni di Pirandello, Verga e Rosso di San Secondo”.

 



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