si sono dati appuntamento alcuni commercianti

della Città di Canicattì (Dibis, Gioielli Di Prima, Ramó, Curto regali, Benetton


abbigliamento adulti). Da questo incontro, ci si è trovati a discutere

sull’annosa problematica legata alle conseguenze di questi scenari

epidemiologici che gravano sulle attività chiuse dal DPCM del 14 Gennaio

2021. I presenti si sono soffermati sulla grave crisi economica che sta

portando al collasso e alla chiusura di molte aziende siciliane e nello

specifico della città di Canicattì.

La zona rossa ha portato gravi disagi al commercio, ma soprattutto ha

comprovato nella nostra città, come in altre città, la zona rossa non sia stata

recepita e rispettata.

La causa dell’aumento della curva di contagio, non può essere soltanto

dei negozianti e dei ristoratori, che per lo più hanno attuato tutte le misure

previste dai protocolli per la prevenzione sostenendo anche spese importanti.

Le zone rosse e arancioni non permettono la sopravvivenza economica

delle aziende. La zona rossa non dovrebbe dare la possibilità di uscire dalla

propria abitazione se non per comprovate esigenze di lavoro o di salute,

mentre, la zona arancione non dovrebbe dare la possibilità di uscire dal

proprio comune.

La soluzione auspicabile è avere una realtà di possibile riapertura delle

attività commerciali e di ristorazione. La riapertura deve essere concepita in

modo da non creare una crescita della curva di contagio. Una riapertura

rispettando le regole di prevenzione. Una riapertura fatta da controlli, severi

sul territorio, per chi trasgredisce le norme.

Siamo un piccolo centro commerciale, ma possiamo essere una grande

scintilla che può infiammare un fuoco, quel fuco, che nei commercianti si sta

lentamente riducendo a un lumicino: Speriamo che non si spenga. Vogliamo

provare a fare delle azioni di rilancio per il commercio, vogliamo chiedere alle

istituzioni di essere al nostro fianco per il bene comune. Insieme possiamo

tornare a lavorare con onestà ed entusiasmo.